Egitto: al Cairo è “il venerdì dell’ultima possibilità”

Sesto giorno di proteste in Egitto dove al Cairo i manifestanti hanno dato vita al “venerdì dell’ultima possibilità”. Così gli attivisti hanno definito questo giorno di proteste, il malcontento è cresciuto dopo che ieri il governo formato da ex generali di Mubarak ha deciso di nominare un nuovo premier, Kamal Al-Ganzouri per formare un governo di salvezza nazionale. Gli egiziani hanno protestato contro questa decisione, secondo il popolo Ganzouri è solo un altro degli “ex Mubarak” e non potrà aiutare quindi a portare l’Egitto verso un governo democratico fatto da persone del popolo.

Così i cittadini si sono riversati ancora una volta a piazza Tahrir, al Cairo per bloccare le strade circostanti ed impedire l’ingresso alla sede del consiglio dei ministri al nuovo premier. La giunta militare ha così tentato una controffensiva mandando in piazza, nel vicino quartiere di quartiere Abbassiya ad alcuni chilometri da piazza Tahrir alcuni loro sostenitori, operazione che ricorda molto le vicende libiche.
La repressione intanto è continuata anche oggi. almeno tre le testimonianze di giornaliste e blogger rimaste vittime di violenze sessuali, mentre la conta delle vittime è salita a 41 persone.
Quest’oggi anche gli Stati Uniti d’America hanno esortato i generali a dimettersi quanto prima per far si che si crei un nuovo governo nel minor tempo possibile.
I generali hanno risposto ancora una volta (come negli scorsi giorni) di essere al lavoro per un passaggio di potere, che prevede le elezioni parlamentari in programma per lunedì, che potrebbe passare in secondo piano se le violenze dovessero continuare. Elezioni che però, secondo i manifestanti, nelle attuali condizioni, ovvero con al potere i generali, non potrebbero garantire la giusta trasparenza in fase di scrutinio, non servirebbero quindi a nulla.
Ricordiamo ai nostri lettori che il governo del premier Essam Sharaf si è dimesso questa settimana sulla scia delle proteste, da quel momento i generali hanno continuato il loro “operato” ed hanno nominato come nuovo premier Kamal Ganzouri, 78 anni, che fu primo ministro sotto Mubarak dal 1996 al 1999.

Questa sera i manifestanti di piazza Tahrir hanno dato “vita” al loro governo: Mohammed ElBaradei primo ministro. Questa la scelta comune dei 16 partiti e movimenti che stanno occupando la piazza da circa una settimana. La votazione, svolta per alzata di mano, ha visto eleggere insieme a ElBaradei altri quattro vice, due erano candidati con lui alle presidenziali mentre gli altri sono un economista ed un giudice. Secondo i manifestanti ora i cinque dovranno scegliere i migliori ministri per il paese egiziano. Questa scelta è stata festeggiata con fuochi d’artificio ed una lauda cena a base di fagioli.
Un governo questo che però rimane per ora “utopia”, un governo confinato entro i pochi metri quadri di piazza Tahrir. Difatti Ganzouri sta continuando il suo lavoro e sceglierà presto dei ministri e le elezioni parlamentari previste per lunedì non sembrano per ora destinate ad un rimando.

di Enrico Ferdinandi

 

25 novembre 2011

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