Scontri al Cairo, ElBaradei: “E’ un massacro”

Egitto, Cairo. Il popolo egiziano continua a manifestare per chiedere le dimissioni dell’attuale governo. Piazza Tahrir, luogo simbolo delle proteste non solo di questi giorni ma anche di quelle che lo scorso febbraio hanno portato alle dimissioni di Mubarak, quest’oggi si è trasformata in un vero e proprio campo di battaglia. Secondo le ultime stime, diffuse dal ministero della Sanità egiziano, sono salite a 33 le vittime ufficiali degli scontri che si protraggono ormai da 5 giorni, centinaia i feriti. Anche oggi gli scontri si sono concentrati in via Mohammed Mahmud, vicino alla sede del ministero dell’Interno, obiettivo degli attivisti che vogliono accelerare lo “smantellamento” del governo formato dagli ex generali di Mubarak.

Un medico presente in piazza Tahrir ha parlato di una repressione contro i manifestanti condotta, secondo lui, sparando “pallottole vere” contro i civili. Non solo lacrimogeni quindi secondo le testimonianze raccolte tra la folla e tra i medici.
Quattro le vittime degli scontri inoltre, come ha testimoniato un sacerdote, padre Fawzi Abdel Wahib, è stato colpito alla test anche un bambino di 10, attualmente ricoverato in ospedale, ma che secondo il sacerdote: “difficilmente riuscirà a sopravvivere”.
Come più volte vi abbiamo detto, fra i candidati principali per un nuovo governo che conduca l’Egitto verso elezioni democratiche vi è Mohamed ElBaradei, ex direttore dell’Aieia, che quest’oggi ha commentato su Twitter la repressione in atto condannando le forze dell’ordine accusate di usare “gas lacrimogeni con agenti nervini” e “pallottole vere” per sedare la rivolta di piazza.
Secca la smentita del ministro della salute egiziano che rispondendo a ElBaradei ha detto: “anche il personale paramedico del ministero della Salute che lavora a piazza Tahrir è stato esposto ai gas e non ha mostrato sintomi inusuali”.

di Enrico Ferdinandi

23 novembre 2011

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