Turchia: inquietudine per il progetto della prigione omosessuale

Turchia: inquietudine per il progetto della prigione omosessuale

Il ministro della Giustizia turco ha confermato la sua intenzione di costruire degli stabilimenti penitenziari separati per gli omosessuali.

Scenes Of IstanbulLe associazioni per la difesa dei diritti omosessuali non nascondono le loro preoccupazioni in Turchia. Il governo islamico-conservatore programma di edificare strutture carcerarie destinate unicamente agli omosesuali.

In risposta alla domanda di un deputato dell’opposizione, il ministro della Giustizia Bekir Bozdag, ha svelato la propria intenzione riguardo a questo progetto finalizzato alla protezione dei detenuti gay che sarebbero così separati dagli altri detenuti che spesso rappresentano una minaccia effettiva.

I condannati che si proclamano gay non saranno mischiati con gli altri detenuti nei settori comuni o durante le attività sociali nelle nuove prigioni”, ha scritto Bekir Bozdag in un testo pubblicato sul sito web del Parlamento.
I militanti della causa omosessuale hanno denunciato questa intenzione, ricordando che i detenuti omosessuali sono già stati posti in isolamento nelle prigioni turche, come riconosciuto dallo stesso ministro della Giustizia.

Questo tipo di segregazione non è altro che una punizione”, ha dichiarato il portavoce del gruppo Kao GL, Murat Koylu. “Invece di creare delle aree pubbliche dove le persone possono vivere insieme quelli che sono i loro orientamenti sessuali, il governo ha scelto ancora una volta l’ostracismo omosessuale”, ha deplorato Murat Koylu.

Secondo le statistiche del ministero della Giustizia, le prigioni turche accolgono ufficialmente 79 detenuti omosessuali, bisessuali o transgender, ma questo numero è considerato nettamente inferiore alla situazione reale poiché molto detenuti preferiscono nascondere il proprio orientamento sessuale.

Nel 2010, il ministro turco della Famiglia e la donna Aliye Selma Kavaf, membro del partito del Primo ministro Recep Tayyip Erdogan, ha qualificato l’omosessualità “come malattia” che deve “essere curata”, suscitando un ondata di protesta tra i militanti gay.

di Manuel Giannantonio

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18 Aprile 2014

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