Palestina: a Gerusalemme incontro tra Palestinesi, Israeliani e Americani

Palestina: a Gerusalemme incontro tra Palestinesi, Israeliani e Americani
Il negoziatore palestinese, Saeb Erakat

Le negoziazioni israeliane e palestinesi si sono tenute di nuovo a Gerusalemme domenica sera, senza la partecipazione del mediatore americano Martin Indiyk, come specificato alla stampa da un responsabile palestinese.

Il negoziatore palestinese,  Saeb Erakat
Il negoziatore palestinese, Saeb Erakat

La riunione tra i capi dei negoziatori palestinesi, Saeb Erakat, il ministro israeliano della giustizia, Tzipi Livni, e l’inviato speciale del Primo ministro israeliano Benjamin Netanyhau, Yhitzhak Molcho, è iniziata alle 18:00 (ora locale) a Gerusalemme. Tuttavia, nessuna conferma è stata data da parte degli israeliani, che festeggerà a partire da oggi la Pasqua ebraica, le cui celebrazioni durano sette giorni.

Le due parti hanno moltiplicato i gesti di ostilità dopo che Israele ha rifiutato di liberare come previsto il 29 marzo un quarto contingente di prigionieri, reclamando ormai un prolungamento delle negoziazioni di pace oltre la data del 29 aprile.

L’ultimo incontro tra i negoziatori israeliani e palestinesi risale a giovedì scorso, ma questa volta in presenza dell’inviato americano Martin Indyk, che non permise nessun progresso. Quest’ultimo è successivamente rientrato a Washington per delle consultazioni, secondo quanto riferito dal portavoce della diplomazia americana, Jennifer Psaki, che ha precisato che ritornerà nella regione la settimana prossima.

L’impasse è peggiorato dopo l’annuncio di giovedì sera del trasferimento di tasse che Israele percepisce per conto dell’autorità palestinese.

Le tasse che ammontano a circa 80 milioni di dollari al mese, rappresentano più dei due terzi del budget dell’Autorità palestinese. Israele ha ugualmente sospeso la propria partecipazione a un progetto di sviluppo di un campo di gas palestinese al largo della striscia di Gaza. Queste sanzioni sono state presentate da un responsabile israeliano, che si è espresso coperto dall’anonimato, come fossero rappresaglie alle domande di adesioni della Palestina per 15 trattati e convegni internazionali, deposti in reazione alla non liberazione dei prigionieri.

Eravamo molto vicini ad un accordo con i palestinesi, un accordo complesso che è già stato esaminato dal governo, ma all’ultimo minuto i Palestinesi non hanno mantenuto le loro promesse e hanno deposto la loro candidatura a 15 trattati internazionali”, ha spiegato domenica il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, durante un incontro con gli ambasciatori di Tel Aviv.

Un dirigente del movimento nazionalista Fatah del Presidente palestinese Mahmoud Abbas, Nabil Chaath, ha dichiarato in un comunicato pubblicato dall’agenzia Wafa, che i Palestinesi hanno diverse opzioni, aggiungendo che le sanzioni israeliane non impediranno di raggiungere tutti i trattati e le organizzazioni internazionali. Dagli Stati Uniti, Washington ha espresso i suoi timori per l’eventuale conferma delle sanzioni.

di Manuel Giannantonio

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14 Aprile 2014

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