Egitto, terzo giorno di scontri: il governo si dimette

Continuano le proteste dei cittadini egiziani che chiedono le dimissioni dell’attuale governo. La situazione è particolarmente tesa soprattutto al Cairo dove in piazza Tahrir è in atto il terzo giorno di scontri. Fin ora si contano in tutto il paese 20 morti ed almeno 1.500 feriti, dati diffusi dal ministero di sanità egiziano e da varie associazioni di medici volontari che hanno allestito ospedali da campo intorno alla piazza.
I manifestanti continuano dunque a chiedere che venga dato potere ad un governo di civili, l’attuale classe politica è difatti ciò che resta del “gruppo di Mubarak” che lo ricordiamo si è dimesso da presidente lo scorso 25 gennaio dopo una violenta rivoluzione partita proprio da piazza Tahrir al Cairo.

Il responsabile della diplomazia dell’Ue, Catherine Ashton, condannando le violenze che stanno avendo luogo in Egitto ha quest’oggi rivolto un appello alle autorità: egiziane «rispettino i diritti umani, ascoltino le aspirazioni democratiche dei cittadini», le sue parole.
Anche il candidato alla Presidenza dell’Egitto Mohamed ElBaradei ha condannato la violenza messa in atto dall’esercito egiziano nei confronti dei manifestanti ed ha precisato che: «Il primo responsabile di questa situazione è il Consiglio supremo delle Forze Armate, che ha ammesso che non può governare il Paese».
Un’altra candidata alle elezioni egiziane che si dovrebbero svolgere domenica prossima è Butaina Kamel, che schierandosi dalla parte del popolo ha affermato che i generali che guidano il paese sono: «Criminali e fuorilegge. Il Consiglio supremo delle forze armate è come Mubarak».

Mahmoud Afifi, uno dei portavoce del Movimento 6 Aprile e ha puntato il dito contro il Consiglio militare che ha preso il potere dalle dimissioni di Hosni Mubarak a febbraio: «Trattano i giovani della rivoluzione con estrema violenza».
Afifi ha poi chiesto di: «fissare un’agenda per la consegna del potere a un presidente, un civile, al massimo entro il prossimo aprile».

 

aggiornamento delle 20:30

Almeno 33 morti e 1.800 feriti, questo il bilancio approssimativo derivato da tre giorni di scontri tra manifestanti egiziani ed esercito. Il motivo della proteste è chiedere le dimissioni dell’attuale governo per far si che si proceda con un elezione democratica al fine di formare un nuovo governo fatto da persone elette dal popolo. Ricordiamo che l’attuale governo è formato dagli “ex generali” alla “corte” di Mubarak, governo che questo pomeriggio ha consegnato le dimissioni. A dare la notizia in anteprima la tv satellitare Al Jazira. Il primo ministro, Essam Sharaf, e il suo governo hanno presentato le dimissioni, rimettendo il proprio mandato a disposizione del Consiglio Supremo delle Forze Armate, che ha accettato le dimissioni.

di Enrico Ferdinandi

21 novembre 2011

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