Egitto: proteste contro il governo, piazze in fiamme, 4 i morti

Ad una settimana dalle elezioni continuano gli scontri in Egitto. Ieri varie manifestazioni hanno causato scontri tra cittadini e forze dell’ordine al Cairo e ad Alessandria, causando 3 morti e centinaia di feriti. La prima vittima è un 23enne, secondo testimonianze raccolte tra i manifestanti è stato ucciso in piazza Tahrir al Cairo da agenti in borghese (non c’è una conferma ufficiale) mentre altri due cittadini egiziani sono morti ad Alessandria. Si tratta di un ragazzo di 25 anni, ucciso da alcuni proiettili di gomma e di un altro ragazzo del quale non si è però ancora a conoscenza ne di come sia morto ne della sua identità. Da una prima stima il numero dei feriti negli scontri in piazza Tahrir è di 676 tra civili e militari.

Quest’oggi le proteste continuano, in questo momento ci sono centinaia di persone in piazza Tahrir, la polizia per arginare il disordine ed evitare altri violenti scontri reagisce sparando gas lacrimogeni.
Ricordiamo ai nostri lettori che a far scoppiare queste proteste è stata la rimozione di un sit in che chiedeva giustizia per le violenze scoppiate durante le rivolte contro l’ex presidente Hosni Mubarak. Decisione questa che ha scatenato altre proteste ed altre violenze, nonché morti. Ora i manifesti non sono contro Mubarak ma contro i generali che hanno preso il controllo. I manifestanti stanno provando ad arrivare in queste ore al ministero dell’interno ma barricate e gas lacrimogeni stanno fermando la loro avanzata.

 

Aggiornamento delle ore 21:00

Sono salite a 4 le vittime degli scontri nelle piazze egiziane, almeno 285 i feriti. Secondo indiscrezioni la situazione non fa che peggiorare, Alessandria ed il Cairo in fiamme,  i manifestanti chiedono le dimissioni del ministro dell’Interno e dell’intero governo per far si che la guida del Paese sia affidata a civili fino alla nomina di un nuovo presidente eletto e che non abbia legami con il vecchio regime di Mubarak.
“Quanto sta succedendo ora ha per obiettivo quello di far annullare le elezioni e di impedire la creazione delle istituzioni dello stato democratico” si legge in un comunicato stampa diffuso dal governo egiziano dopo un vertice d’emergenza. Il governo non è intenzionato a dimettersi ma vuole svolgere le elezioni legislative fissate per domenica prossima.

di Enrico Ferdinandi

20 novembre 2011

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