Stati Uniti: la CIA avrebbe ingannato gli americani

Stati Uniti: la CIA avrebbe ingannato gli americani

La CIA avrebbe indotto le autorità e la popolazione americana all’errore per anni nell’applicare le tecniche di interrogatorio per i sospettati di terrorismo, specialmente dissimulando dettagli su alcuni trattamenti riservati ai detenuti, come riporta il Washington Post.

2014-03-11T162434Z_1_CDEEA2A19L400_RTROPTP_2_USA-CIA-INTERROGATIONSSecondo l’autorevole The Washington Post, noto ai più per lo scandalo “Watergarte”, dei responsabili americani entrati a conoscenza di un rapporto della commissione senatoriale sul programma di interrogatori messi in atto dalla CIA (Central Intelligence Agency), hanno divulgato rivelazioni sui centri di detenzione segreti dell’agenzia più importante degli Stati Uniti.

Nella listi di questi “siti neri”, i detenuti erano spesso sottomessi a tecniche interrogative spaventose. Durante le analisi della CIA, alcuni detenuti non avevano più nulla da dire, come sostiene il rapporto redatto da alcuni attuali ed ex responsabili americani.

I documenti analizzati dalla commissione senatoriale descrivono alcuni casi di questi trattamenti che non sono stati segnalati in nessun caso. Menzionano l’episodio di un sospettato immerso ad intervalli regolari nell’acqua ghiacciata in un centro di detenzione afgano. Questi metodi presentano similitudini con la simulazione dell’affogamento, pratica chiamata in gergo: “Waterboarding”. Nessuna di queste pratiche è approvata dal ministero della Giustizia, come evidenzia il “Washington Post”.

Lo stesso rapporto spiega come le informazioni più preziose ottenute dalla CIA, come quelle che hanno permesso di localizzare e di uccidere il leader di Al Qaeda Bin Laden nel 2011, sono state ottenute con simili tecniche.

Un portavoce della CIA ha dichiarato che l’agenzia non è ancora a conoscenza della versione definitiva di questo rapporto e che non può dunque reagire. Il rapporto composto da 6 300 pagine, è stato completato più di un anno fa e resta assolutamente “top secret”.

La Presidente della commissione senatoriale, Dianne Feinstein, ha accusato la CIA di aver piratato dei computer utilizzati proprio dal personale della commissione per stilare il rapporto, evocando una possibile violazione della legge da parte della CIA che ha già molte grane da risolvere a partire dal Datagate scoppiato per le rivelazioni di Edward Snowden.

di Manuel Giannantonio

([email protected])
1 Aprile 2014

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