Ucraina: lenti progressi di negoziazione internazionale

Ucraina: lenti progressi di negoziazione internazionale

Dopo diverse settimane di tensione diplomatica, Vladimir Putin ha chiamato Barack Obama, venerdì 28 marzo “per discutere della proposta americana di una risoluzione diplomatica della crisi in Ucraina”, ha annunciato il comunicato della Casa Bianca diffuso da Riyad dove il Presidente degli Stati Uniti sta conducendo la sua tournée in Europa in Arabia Saudita.

700_dettaglio2_Putin-Obama1La Casa Bianca precisa che la proposta è stata presentata dal segretario di Stato Americano, John Kerry al suo omologo russo, Serguei Lavrov, durante una riunione, lunedì all’Aja per il summit sulla sicurezza nucleare. Secondo un alto responsabile americano, la proposta include gli elementi avanzati dal Presidente Obama come il ritiro delle truppe russe nelle loro basi, l’invio di ispettori internazionali per sorvegliare il rispetto dei diritti delle minoranze e un dialogo diretto con Kiev – facilitato dalla comunità internazionale.

Il dipartimento di Stato evidenzia che questi punti sono stati elaborati con l’ausilio dei partecipanti del G7 e l’Ucraina. Obama, ha suggerito a Putin di dare la sua risposta per iscritto. I due presidenti si sono messi d’accordo per rinviare la discussione sulle prossime tappe ai loro rispettivi ministri degli Esteri.

Obama ha lasciato intendere che il governo ucraino procede verso la direzione formale della riforma costituzionale. Il Presidente Americano ha ripetuto che una soluzione diplomatica sarà sempre possibile e ha chiamato la Russia sostenere questo processo. Mosca, è invitata a non prendere nessuna iniziativa suscettibile di “violare l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina”.

La prospettiva di un regolamento di questa ipotesi resta tuttavia ipotetica. La conversazione ha rivelato il gap esistente tra le percezioni russe e americane. Mentre Obama insisteva sul ritiro delle truppe russe, Putin si è diceva inquieto dell’azione degli “estremisti”, che secondo lui torturano i russi d’Ucraina.

Negli ultimi giorni la Russia non ha cessato di aumentare la tensione lungo la frontiera con l’Ucraina mantenendo decine di migliaia di soldati e di rinforzi nel cuore delle regioni russe.

Dopo l’annessione della Crimea, riusciranno a sopravvivere altre regioni ucraine? Ricevuto dal segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon, Putin ha assicurato che non ha nessuna intenzione di invadere le regioni russe del sud e dell’est dell’Ucraina.

La concentrazione di soldati, forze speciali e equipaggiamenti militari russi lungo la frontiera ucraina provocano l’inquietudine degli Stati Uniti. Venti tre anni dopo l’affondamento sovietico, la Moldavia, la Romania, la Polonia e i paesi baltici temono il ritorno dei russi mentre gli esperti militari occidentali tentano di intuire le intenzioni del Presidente Putin.

Il Pentagono stima che più di 30 000 soldati russi siano disposti lungo la frontiera. La presenza di unità estremamente mobili indicano che queste forze sono pronte ad un incursione. Uno scenario che ricorda decisamente quello della Georgia nel 2008.

A Kiev, non passa giorno senza l’annuncio di nuove azioni militari del grande vicino. Largamente approvato dalla popolazione che la percepisce come un’operazione di natura militare, l’epopea russa in Crimea è diventata motivo di orgoglio nazionale.

di Manuel Giannantonio

([email protected])
29 Marzo 2014

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