Thailandia: Caos alluvione e rabbia dei cittadini a Bangkok

Thailandia: La peggiore alluvione degli ultimi 50 anni che si sta abbattendo sulla nazione dallo scorso mese di luglio non solo ha causato fin ora 562 vittime e destabilizzato gli equilibri sociali ed economici (circa 10.000 le aziende fallite a causa delle alluvioni gravi danni anche nell’agricoltura) di almeno il 70% delle città tailandesi ma ha anche creato proteste rabbia nei cittadini. A cosa sono dovute queste proteste? Nella capitale Bangkok da settimane si lavora per evitare che anche il centro cittadino venga coinvolto dall’alluvione, per farlo si è “sacrificato” quello che è il quartiere periferico della città, usandolo a mo’ di “trincea”.

Negozi ed abitazioni dei cittadini più periferici sono andati così perduti per preservare quelli del centro. Una scelta dovuta al fatto che Bangkok, è il vero motore trainante dell’economia di questa nazione, preservare i fulcri principali di questo meccanismo è per il governo di conseguenza la priorità. Ciò che però è stato messo a repentaglio è lo stato degli abitanti più periferici. Da giorni vi è la paura che, viste le scarse condizioni igienico sanitarie, possano diffondersi epidemie e virus, la tensione è anche alte per via della costruzione di una grande barriera di sabbia vicino alla base della Air force sulla strada di Phahon Yothin, una delle arterie principali della capitale thailandese, che da giorni sta impedendo all’acqua di penetrare nel centro cittadino. Una barriera di sabbia che come potete ben immaginare ha scatenato le proteste dei cittadini di “periferia” in quanto la sua presenza favorisce si che l’acqua non arrivi al centro, ma a pagarne le  spese sono i sobborghi settentrionali. I thailandesi di questi quartieri stanno manifestando per chiedere alle autorità di fare in modo che quanto meno l’acqua defluisca dalle zone in cui si trovano le loro abitazioni, allagate da circa un mese.
Intanto dopo gli aiuti del Giappone e della Cina (che negli ultimi 2 mesi ha già stanziato circa 20 milioni di dollari), ieri il segretario di Stato americano Hillary Clinton, in visita in Thailandia, ha annunciato 10 milioni di dollari di aiuti per gli alluvionati ed ha espresso solidarietà verso gli abitanti delle aree disagiate: “Nelle prossime settimane gli Stati Uniti cercheranno di individuare i modi per fornire assistenza, sia militare che civile, alla popolazione, e per sostenere la Thailandia nel recupero a lungo termine” ha detto la Clinton.

di Enrico Ferdinandi

18 novembre 2011

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