Los Angeles: il robot che scrive l’articolo in tempo reale

Los Angeles: il robot che scrive l’articolo in tempo reale

Ken Schwencke, giornalista e sviluppatore del Los Angeles Times, è stato svegliato di soprassalto alle 6h25 di lunedì 17 marzo da un terremoto. È uscito dal letto ed è andato direttamente al suo pc, dove lo attendeva un articolo già pronto sul sisma, ha dato un’occhiata al testo e l’ha pubblicato. Ecco come il Los Angeles Times è stato il primo giornale a pubblicare un pezzo su questo evento. “Credo che l’abbiamo realizzato in tre minuti”, ha spiegato Schwencke.

robot_giornalistaSe questo vi sembra più veloce di quanto si possa fare umanamente è perché è proprio così. Se l’articolo è stato firmato da Ken Schwencke, il vero autore del pezzo è un algoritmo di nome Quakebot (robot del terremoto), che è stato sviluppato due anni fa.

Appena un allarme viene proliferato dalla US Geolocical Survey (USGS – ufficio geologico degli Stati Uniti) su un terremoto che oltrepassa una certa soglia, Quakebot è programmato per estrarre i dati pertinenti al rapporto dell’USGS e li inserisce in un testo. L’articolo è connesso al sistema informatico di gestione di proprietà del LA Times, dove viene riletto e pubblicato da un editore in carne ed ossa.

Ecco il rapporto iniziale fornito da Quakebot lunedì mattina:

Un terremoto di magnitudo 4,7 è stato segnalato lunedì mattina a cinque miglia (8 km) dalla costa di Westwood, California, secondo l’ufficio geologico degli Stati Uniti. La scossa si è prodotta alle 6h25 dell’orario pacifico ad una profondità di 5,o miglia, secondo l’USGS, l’epicentro si trova a sei miglia (9,6km) da Beverly Hills, California, sette miglia (11,2km) dalla Universal City, California, sette miglia da Santa Monica e 348 miglia da Sacramento. Negli ultimi dieci giorni, non ci sono stati terremoti di magnitudo 3,0 o superiore. Questa informazione è servita dal servizio di informazione dei terremoti dell’USGS e questo articolo è stato creato da un algoritmo scritto dall’editore”.

Non esattamente un pezzo da candidare al premio Pulitzer, ma certamente la rapidità di esecuzione è stata eccezionale. L’obiettivo del robot non è quello di scrivere un articolo accattivante o perspicace, quello è compito dell’uomo. “Si tratta piuttosto di ottenere le informazioni di base”, il più rapidamente e il più preciso possibile. In questo modo, “ogni uno può uscire e verificare: qualcun altro è ferito? Ci sono danni materiali? Cosa hanno da dire i responsabili dell’USGS?”.

Questo è proprio quello che hanno fatto i reporters del quotidiano. Tuttavia, Quakebot non è il primo robot del genere a lavorare per il LA Times. Schwencke e i suoi colleghi del Tema data hanno creato robot simili che generano dei rapporti automatici di omicidi in una rubrica specializzata del giornale.

Il giornalismo automatizzato è spesso presentato come una minaccia per l’impiego dei giornalisti anche se lo stesso Schwencke non vede la cosa esattamente così:

Il modo in cui li utilizziamo è addizionale. Ci fa guadagnare molto tempo e ci permette di ottenere molte informazioni in modo generale. Per il modo in cui vedo la cosa, non credo che rimpiazzerà il lavoro del giornalista ma lo renderà senz’altro più interessante”. “Avendo lavorato come giornalista locale, posso attestare che riunire i rapporti delle catastrofi naturali è un lavoro che può essere sostenuto da una macchina. Un algoritmo può decretare i dati esatti del fenomeno in tempo reale, una cosa che un giornalista non può sostenere a patto che non si trovi all’interno di una stazione geologica nello stesso istante”, ha precisato Ken Schwencke.

Possiamo aspettarci che il giornalismo automatizzato migliori con il tempo, mentre le imprese come Narrative Science perfezionano i loro algoritmi. Assistenti come Quakebot potrebbero salvare alcuni giornalisti permettendo loro di concentrarsi su diverse tipologie di lavoro mentre il robot svolge quello di un giornalista locale sul territorio.

di Manuel Giannantonio

([email protected])
18 Marzo 2014

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