Ucraina: John Kerry a Kiev mentre Putin evoca un intervento militare

Ucraina: John Kerry a Kiev mentre Putin evoca un intervento militare

Più di una settimana dopo la caduta del governo di Yanukovich, la situazione resta estremamente instabile in Ucraina. Le dimostrazioni di forza dell’’esercito russo in Crimea hanno condotto gli Stati Uniti a interrompere la loro cooperazione militare con Mosca.

Putin_YanukovichDopo il panico di lunedì, i mercati allentano la pressione dopo i propositi del Presidente russo, Vladimir Putin. Rassicurati dall’ordine delle truppe russe di rientrare nelle loro basi in Ucraina, le grandi piazze finanziarie europee hanno fatto un notevole balzo dopo le dichiarazioni di Putin.

Verso le 14h 30, la borsa di Parigi andava al rialzo del 2,09% mentre quella di Francoforte guadagnava il 2,02% e Londra prendeva l’1,44% e l’Eurostoxx che raggruppa i principali valori europei progrediva del 2,15%.

Il segretario di Stato americano John Kerry, è arrivato in Ucraina per una visita di qualche ora in segno di sostegno al nuovo regime. Secondo i responsabili che hanno viaggiato con lui, gli Stati Uniti proporranno un’assistenza economica a Kiev, offrendo un accordo di 1 miliardo di dollari nell’ambito di un prestito internazionale.

Per il Presidente Putin “un colpo di Stato anticostituzionale ha avuto luogo in Ucraina” sotto la forma di “una presa di potere avvenuta con le armi” . L’ex Presidente Yanukovich, destituito il 22 febbraio “è l’unico Presidente legittimo in Ucraina”, ha aggiunto il capo di Stato russo durante una conferenza stampa, precisando che Yanukovich non ha più un avvenire politico.

Qualsiasi decisione di impiegare le forze armate russe in Ucraina sarà “legittima” ha stimato Putin, anche se secondo lui la forza militare “non è necessaria per il momento”: “Se prendiamo questa decisione, prenderemo unicamente per difendere il popolo ucraino”.

Vladimir Putin inoltre ha smentito che delle forze russe siano penetrate all’interno di basi ucraine in Crimea ma ha ribadito che le forze armate hanno preso il controllo di questa penisola del sud ucraino.

Il colosso del gas Gazprom annuncia che metterà fine, a partire dal mese di aprile, all’abbassamento dei prezzi del gas venduto in Ucraino come concordato lo scorso dicembre nell’ambito di un piano di salvataggio di questa ex repubblica sovietica.

Il patron Alexei Miller suggerisce inoltre di accordare tra i 2 miliardi e i 3 miliardi di dollari a Kiev per regolare il debito.

La Russia ridurrà a zero la sua dipendenza economica nei confronti degli Stati Uniti se Washington impone delle sanzioni in Ucraina senza coinvolgere la Russia. Una fonte del Cremlino ha indicato all’agenzia pubblica RIA Novosti che Glaziev ha espresso la sua opinione personale e che non si tratta della posizione ufficiale del Cremlino.

di Manuel Giannantonio

(Twitter @ManuManuelg85)
04 Marzo 2014

 

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