Ucraina ad un passo dalla guerra civile che l’Europa e la Russia non riescono a contenere

Ucraina ad un passo dalla guerra civile che l’Europa e la Russia non riescono a contenere

Dopo alcune settimane d’esitazioni, la maggior parte dei dirigenti europei si sono accordati mercoledì 19 febbraio per riflettere sulle sanzioni da applicare al governo ucraino all’indomani della morte di decine di manifestanti e di poliziotti. Quale può essere la portata concreta di questa reazione sull’evoluzione degli eventi?

BgytPOLCUAAdngqL’Unione europea, i suoi Stati Membri e i capi di governo che la compongono sono chiaramente all’indietro rispetto agli eventi mentre in realtà le sanzioni nei confronti del Presidente Ianoukovich erano sul tavolo da diverse settimane. Gli Americani hanno tentato di spingere Bruxelles a reagire mentre la reazione europea è stata tardiva e avrà inevitabilmente un impatto logicamente limitato. I paesi dell’Europa occidentale tentano di riprendere la situazione e l’unica opzione attuale è quella di prendere tempo sperando che il conflitto possa affievolirsi. Il problema, oltre al fatto di sapere se le sanzioni siano o non siano abbastanza severe, è di verificare quanto tempo rimanga all’Unione europea.

Nello Stato attuale le sanzioni previste sono di natura amministrativa e nell’insieme non otterranno un impatto significativo sull’evolversi degli eventi. Queste misure restano fondamentalmente simboliche rispetto alla gravità dello stato attuale.

Nel paese intanto secondo alcune testimonianze gli Specnaz russi, con o senza l’accordo del governo ucraino, si sono mescolati con le forze dell’ordine. Gli Specnaz sono delle forze speciali russe sotto il controllo diretto della Difesa e dell’FSB (l’ex KGB) e sono impiegati per mantenere l’ordine.

Inoltre, non bisogna dimenticare il ruolo che gioca la formazione paramilitare ultranazionalista d’estrema destra, i Pravy Sektor, impiegati per le azioni più violente e l’occupazione dei principali palazzi. Manipolano le manifestazioni e i disordini pubblici cantando slogan ultranazionalisti, rifiutando le rivendicazioni della maggioranza degli occupanti di piazza Maidan che reclamano un riavvicinamento con l’Europa, nuove elezioni presidenziali e legislative così come un ritorno alla Costituzione del 2004. Ogni volta che si materializza un nuovo compromesso rilanciano la violenza con la complicità delle forze dell’ordine attraverso le rivendicazioni che somigliano ai propositi più estremi e razzisti dei nazionalisti russi.

Gli scontri a Kiev e quelli dell’estremo ovest del paese, sprofondano l’economia e la produzione del paese. Dato che non può che rallegrare il Presidente Putin che punta sul disordine sociale e inquieta il governo ucraino rischiando di ritrovarsi presto a sollecitare lo stato di emergenza. Putin inoltre, dopo un discreto avanti e indietro con Sochi per i giochi olimpiadi invernali ha fatto annunciare il versamento imminente di un nuovo aiuto di 2 miliardi di dollari per alimentare il bilancio dell’Ucraina. Dato che senz’alcuna ombra di dubbio spiega un passo indietro del Presidente Ianoukovich sulle riforme promesse e il dialogo infruttuoso della notte di martedì con i due capi dell’opposizione Vitali Klitschko e Aserni Iatseniouk.

131130104754-ukraine-protest-03-horizontal-galleryLa tensione è così alta che ha raggiunto gli sportivi ucraini impegnati a Sochi e che i due terzi degli atleti presenti ai Giochi Olimpici invernali hanno bruscamente fatto ritorno a casa senza tenere conto delle minacce del Presidente ucraino e dei tentativi della polizia russa di impedirgli di prendere l’aereo.

Tutta la strategia del Presidente Putin consiste nell’evitare un nuovo bagno di sangue prima della cerimonia di chiusura dei giochi domenica prossima. Mercoledì sera nonostante le nuove offerte di negoziazioni con il potere, i manifestanti (qualificati come terroristi) si sono nuovamente raggruppati nella piazza centrale di Kiev mentre di fronte alle forze dell’ordine, milioni di abitanti della capitale venivano aiutati a ricostruire le barricate di fronte alla sede dei sindacati locali che è stata incendiata nella notte tra martedì e mercoledì. È qui che gli scontri sono ripresi giovedì e dove hanno trovato la morte altre 25 persone.

Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)

21 Febbraio 2014

 

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