Maltempo: Emergenza non solo in Italia

Il maltempo di queste ultime settimane sta facendo riflettere molto i cittadini italiani sulle cause che possono aver portato ai disastri avvenuti nello Spezzino (Liguria), in Toscana e anche a Roma. In queste ore le città più colpite sono Torino e Napoli dove c’è stata anche una vittima, un uomo morto schiacciato dagli alberi. Se da una parte vi è già chi ha puntato l’indice su una costruzione urbana che non ha tenuto conto nel corso degli anni alle esigenze della natura ma solo a quelle dell’uomo, dall’altra parte vi è chi si concentra maggiormente ad incolpare la “forza della natura” una natura “cattiva” con l’uomo.

Sicuramente le indagine delle procure della varie città di competenza porteranno alla luce la verità, sperando che anche questa non venga inabissata da una valanga di fango come avvenuto nelle cinque terre. Ciò che bisogna notare adesso è che non solo in Italia ma anche nel resto del mondo si sta assistendo a situazioni analoghe alle nostre. Sta succedendo qualcosa nel processo naturale o il problema è nella deficienza (intesa come mancanza) umana?

Nel sud-est della Francia è stato indetto lo stato di allerta per i dipartimenti che confinano con l’Italia, ma anche per le Alpi Marittime, in cui si trova la Costa Azzurra, e le Alpi di Alta Provenza. In totale sono 16 i dipartimenti in allerta con situazioni particolarmente preoccupanti in corrispondenza dei fiumi, uno fra tutti il Rodano nella zona di Arles (Provenza)

In Thailandia la situazione è ben più grave. Dal mese di luglio continuano le piogge e con esse le alluvioni che hanno interessato quasi la totalità delle città della nazione, in particolar modo Bangkok, centro economico del paese. In tutto si contano quasi 500 morti e circa 10.000 aziende chiuse a causa delle alluvioni. Economia e sicurezza dei cittadini in ginocchio. Allerta per il pericolo di malattie che potrebbero diffondersi visto lo stato di degrado e sporcizia che imperversa nelle città. In queste ultime ore un uomo è stato persino attaccato da un alligatore, se l’è cavata con 100 punti di sutura, ciò lascia ben intendere lo stato di caso nel quale si trova la Thailandia.

Anche in Colombia, non solo nella Spezzino vi è l’allarme frane. A Manizales (a circa 300 chilometri ad est dalla capitale Bogota) una frana ha causato 4 vittime e 28 persone sono ufficialmente disperse. Non solo a Manizales ma anche in tutta la Nazione le piogge torrenziali di queste settimane stanno provocando frane ed allagamenti che in totale in tutta la Colombia hanno fin ora causato 40 morti e decine di migliaia di cittadini hanno perso le loro abitazioni.

Sull’Everest invece circa trecento turisti sono rimasti bloccati causa nebbia, i soccorsi non possono ancora trarli in salvo proprio a causa della scarsa visibilità.

Andrea Masullo, responsabile scientifico dell’Associazione “Greenaccord” ed esperto di questioni climatiche  nel corso di un intervista rilasciata a Radio Vaticana ha dichiarato: “Si tratta di fenomeni ampiamente previsti dai modelli climatici e si ritiene che questi aggravamenti dipendano dall’aumento medio delle temperature terrestri. In particolare in questi eventi che si stanno purtroppo verificando in questi giorni nel Nord Italia è evidente questa situazione, perché si tratta di normali perturbazioni che trovano su un Atlantico eccezionalmente riscaldato una grande potenza e che poi porta a queste precipitazioni di proporzioni così vaste. C’è sicuramente un’aggravante legata ai cambiamenti climatici globali. E’ un po’ quello che sta avvenendo in molte aree del mondo. Si tratta di situazioni normali aggravate dai cambiamenti climatici. Nelle aree monsoniche, i monsoni sono più frequenti e più violenti. Ormai in Italia sono addirittura alcuni decenni che stiamo assistendo ad un prolungamento dell’estate, abbondantemente dentro l’autunno di almeno un mese. C’’è anche però un aggravamento non solo del fenomeno ma anche degli effetti e questo è legato a una cattiva, direi pessima, gestione del territorio.”
Secondo Masullo inoltre a causare queste fenomeni è soprattutto il dissesto idrogeologico: E’ fondamentale, perché il danno è provocato da come si è costruito in una determinata area. L’evento estremo trova il suo sfogo naturale nei canali, nei torrenti ma se questi torrenti – com’è avvenuto in Liguria, in Calabria e in tante altre parti d’Italia – vengono cementificati, coperti da costruzioni e da strade, l’acqua non penetra più nel terreno, non trova vie di sfogo e invade quello che un tempo era il suo alveo naturale. Questo comporta delle catastrofi! Sono purtroppo decenni che nel nostro Paese si parla di investire nel riassetto idrogeologico del territorio ma poi non viene fatto nulla. Nell’emergenza si possono soltanto contare le vittime e i danni, mentre la prevenzione dovrebbe consentirci di evitarli”.

 

di Enrico Ferdinandi

 

6 novembre 2011

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