Siria: Continua la repressione, 18 civili uccisi a Homs

Continua la repressione in Siria. Nonostante l’annuncio del presidente Bashir al Assad di voler accettare l’accordo con la Lega Araba per porre fine alle violenze quest’oggi la “musica” non è cambiata. A Homs, terza città della nazione, sono stati uccisi 18 civili, con colpi di armi automatiche e di artiglieria, mentre manifestavano contro il regime.
La repressione va ormai avanti dalla metà di marzo e secondo le Nazioni Unite il numero di vittime nel Paese è di circa tremila civili.

Come detto ieri Assad aveva annunciato, lasciando ben sperare, di aver accettato l’accordo con la Lega Araba che prevedeva, è il caso di usare il passato, il ritiro di ogni “aspetto armato” dagli epicentri della rivolta anti-regime, così come la liberazione delle persone fin ora arrestate durante le manifestazioni. Tra le altre richieste della Lega Araba vi erano la liberazione delle città dalla presenza dell’esercito e la libera circolazione dei giornalisti.
Samir al Nashar, membro del Consiglio nazionale siriano (Cns), dopo l’incontro con il segretario generale della lega Araba, Nabil al Arabi, ha dichiarato: “Abbiamo informato al Arabi  che la delegazione ministeriale araba dovrà seguire costantemente la realizzazione del piano di pace. Gli abbiamo anche riferito le nostre lamentele in merito alla mancanza di credibilità del regime per quanto riguarda le promesse non mantenute”.
Nashar ha poi dichiarato che gli oppositori invitano ad attuare: “a trattative per il trasferimento dei poteri dal regime tirannico verso un regime democratico” la richiesta volta a Bashir al Assad è quella “di lasciare il potere”.

 

di Enrico Ferdinandi

 

3 Novembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook