Stati Uniti: la NSA si accorda con i giganti del web mentre spuntano intercettazioni via smartphone

Stati Uniti: la NSA si accorda con i giganti del web mentre spuntano intercettazioni via smartphone

La riforma della NSA (National Security Agency) è iniziata. Ieri sera, il ministero della giustizia americana ha annunciato di aver raggiunto un accordo con alcuni dei giganti della rete del calibro di Microsoft, Apple, Facebook e Google, per permettere una maggior trasparenza sulle richieste governative.

M_Id_392056_NSA“Conformemente alle direttive del Presidente” Barack Obama, nel suo discorso del 17 gennaio, e conformemente ai voti espressi dai giganti della rete espressi lo scorso dicembre, quest’ultimi potranno pubblicare il numero di richieste di accesso alle informazioni personali dei loro utenti, il numero d’ordine del tribunale competente e quant’altro.

Un nuovo direttore per la NSA

L’annuncio è stato fatto da James Clapper, direttore dell’agenzia, e dovrà essere applicato dal nuovo direttore della NSA, Michael S.Rodgers, sostituto del generale Keith Alexander che andrà ufficialmente in pensione il mese prossimo.

Barack Obama, ha scelto un profilo in base alle competenze tecniche riconosciute sostituendo Keith Alexander, il cui senso politico, alla testa dell’agenzia dello Stato maggiore e dell’US Fleet Cyber Command della marina, dovrà permettere una gestione della crisi scatenata dalle rivelazioni di Edward Snowden.

Il nuovo direttore sarà tale se la sua candidatura sarà convalidata dal Senato americano e dovrà gestire, oltre allo scandalo Datagate, una ripresa delle relazioni con i padroni della rete con i quali i rapporti sono ancora piuttosto tesi. Le nuove direttive permetteranno un miglioramento delle comunicazioni con le imprese che stanno cercando di togliersi di dosso le responsabilità per il caos che avvolto la NSA.

Trasparenza non così trasparente

Mentre Google pubblica da tempo il suo Transparency Report, altri hanno deciso di sottoporre alla luce del giorno la propria attività dopo il terremoto mediatico Snowden. Yahoo, Verizon e Facebook comunicano ormai in base alle richieste governative. Le informazioni contenute nei rapporti sono abbastanza eterogenee secondo i paesi.

Nessuno dunque dovrebbe avere brutte sorprese e non dovrebbe più scoprire i propri dati spediti ai servizi federali americani. Finché l’accordo non sarà ufficialmente raggiunto però non c’è da stare tranquilli, la trasparenza annunciata su carta stampata e via web non è certamente ancora effettiva ed è lontana dall’essere una realtà consolidata, semmai lo sarà.

Le applicazioni dei smartphone sotto sorveglianza

Alcune nuove rivelazioni di Edward Snowden, pubblicate congiuntamente dal “Guardian” e dal “New York Times” e “ProPublica” evidenziano come sul fronte delle intercettazioni, nulla è ancora cambiato. La NSA e il suo omologo britannico, il CGHQ, hanno approfittato della popolarità delle applicazioni per smartphone come “Angry Birds” o “Google Maps” per ottenere dati personali degli utenti. Se il vostro record ad Angry Birds non interessa nessuno (nemmeno la NSA),  l’accesso di queste applicazioni tramite la fornitura di alcuni dati anagrafici quali, profilo, numero telefonico, geolocalizzazione, lista contatti e altri si rivela essere una miniera d’oro, secondo una presentazione interna della NSA.

Google Maps è ancora più interessante per le due agenzie che possono recuperare uno storico delle geolocalizzazioni di un qualsiasi cellulare, tracciando così senza problemi il percorso di una persona. Altre applicazioni sarebbero compromesse, come alcuni software di condivisione d’immagini.

Queste informazioni chiaramente non possono essere rassicuranti. La violazione dei dati personali in rete è un reato anche se compiuto dall’agenzia americana che giustifica tale violazione necessaria per la protezione dei suoi cittadini da attacchi terroristici. Attendiamo dunque curiosi, la riforma promessa da Barack Obama possa attuarsi.

Manuel Giannantonio

(Twitter @ManuManuelg85)

28 gennaio 2014

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