Siria: le armi chimiche lasciano il paese

Siria: le armi chimiche lasciano il paese

Il primo carico di agenti chimici è stato evacuato dalla Siria conformemente con l’accordo stipulato dall’ONU.

Il primo carico è in rotta verso l’Italia. “Una prima quantità di agenti chimici di primaria importanza è stata ritirata da due siti, trasportata al porto di Latakia per alcune verifiche e sarà caricata oggi su una nave commerciale danese”, ha indicato un comunicato della missione congiunta dell’ONU.

Il testo dell’ONU indica che la nave si è recata verso le acque internazionali e dovrebbe restarci “nell’attesa dell’arrivo al porto di altri carichi di agenti chimici importanti”. “Questo movimento inizia il processo di trasferimento di agenti chimici della Repubblica araba siriana verso territori fuori dalla loro distruzione”. La sicurezza della nave è assicurata da alcune navi fornite dalla Cina, dalla Danimarca, la Norvegia e la Russia. I composti chimici devono essere sistemati nel porto siriano di Latakia da dove saranno successivamente trasportati in Italia. Una volta giunti nel bel paese saranno trasportati a bordo di una nave della marina Americana appositamente equipaggiata per distruggere il carico in mare.

La coordinatrice della missione, Sigrid Kaag, doveva informare mercoledì il Consiglio di sicurezza dell’ONU sugli ultimi progressi dell’operazione. Conformemente al piano di smantellamento dell’arsenale chimico siriano approvato dal Consiglio di sicurezza a settembre, la totalità dell’arsenale chimico siriano deve essere distrutta prima del 30 giugno.

L’evacuazione degli agenti chimici più pericolosi doveva inizialmente essere archiviata prima del 31 dicembre, ma questa scadenza non è stata fissata. Alcuni problemi di sicurezza legati alla guerra civile siriana, e le pessime condizioni metereologiche delle ultime settimane, hanno determinato i trasporti verso il porto di Latakia. La risoluzione dell’ONU è stata adottata dopo alcune minacce di eventuali attacchi di matrice americana come reazione a un attacco chimico proliferatosi nei pressi di Damasco imputato da Washington D.C al regime di Assad.

 

di Manuel Giannantonio 

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8 Gennaio 2014

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