Siria: nuovi raid aerei, 56 morti ad Aleppo

Siria: nuovi raid aerei, 56 morti ad Aleppo

Alcuni Raid aerei hanno ancora provocato morti in Siria, almeno 56, tra i quali due bambini ad Aleppo e nei dintorni, mentre un attentato omicida è avvenuto in pieno centro nei pressi di una scuola ad Homs.

Tra i morti nella regione di Aleppo figurano sette ribelli, come precisato dall’Osservatorio siriano dei diritti dell’Uomo, aggiungendo che il bilancio rischia seriamente di appesantirsi, decine di persone erano gravemente ferite o addirittura scomparse.

Secondo Rami Abdel Rahmane, il direttore dell’Osservatorio siriano dei diritti dell’Uomo, “il regime tenta di istigare il popolo che vive nelle zone sotto il dominio dei ribelli contro quest’ultimi, e per farlo, uccidono e costringono la gente a fuggire”.

Aleppo, divisa dall’estate del 2012 tra settori ribelli e zone dirette dal regime, tenta da otto giorni molteplici attacchi aerei. Il regime ha inoltre rilasciato barili di dinamite, riducendo in polvere numerosi quartieri, secondo i testimoni e alcune fonti mediche. Human Right Watch ha evocato sabato un “disastro”, tracciando un bilancio con oltre 200 morti dal 15 al 18 dicembre.

La Commissione generale della rivoluzione siriana (CGRS) ha evocato “uno stato di terrore e un esodo della popolazione verso i terreni agricoli in preda ad un freddo glaciale”.

Il Consiglio provinciale di Aleppo (opposizione) ha annunciato che le scuole saranno chiuse per una settimana nelle zone ribelli “a causa dei bombardamenti sistematici”, inoltre ha aggiunto che due scuole sono state colpite dai raid domenica. Secondo un video diffuso da Shabba Press, una delle scuole è stata colpita durante gli orari di lezione.  

La Coalizione nazionale dell’opposizione ha condannato questi attacchi invocando una zona di esclusione aerea. In un comunicato, Munzer Agrib, un consigliere del Presidente della Coalizione, ha affermato che “finché gli aerei di guerra (del Presidente siriano) Assad non saranno fermati, il disastro umanitario, l’instabilità regionale e l’aumentare dell’estremismo continueranno”. Inoltre “almeno mezzo milione di persone sono state ferite nel paese, mentre altri milioni sono sempre deportate e decine di migliaia private della libertà”, ha indicato Magne Barth, capo della delegazione del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) in Siria.

Le riserve dei viveri e di altre beni di prima necessità si esauriscono pericolosamente, in particolare nelle zone assediate (…). Pertanto, nonostante l’estrema urgenza della situazione, resta estremamente difficile portare soccorso ai siriani”, ha aggiunto. “Spesso i feriti sono privati dell’assistenza medica di cui hanno assolutamente bisogno”, ha spiegato, aggiungendo che le autorità impediscono qualsiasi accesso alle zone ribelle assediate dal regime.

Un altro raid aereo è avvenuto nei pressi della frontiera con la Turchia di Bab al-Hawa. Tuttavia non vi sono stati feriti o morti. Il Comitato di coordinamento per il cambiamento nazionale e democratico (CCCND), un partito di opposizione tollerato, ha annunciato la liberazione dei suoi sei dirigenti recentemente arrestati.

I militanti dell’opposizione hanno denunciato negli ultimi tempi una serie di arresti, durante le negoziazioni sulla composizione delle delegazioni per la Conferenza di pace sulla Siria prevista il 22 gennaio in Svizzera per trovare una soluzione politica al conflitto che ha provocato la morte di oltre 126.000 persone secondo l’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo.

Manuel Giannantonio 

(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://www.fanpage.it/manuel-giannantonio/)

23 dicembre 2013

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