Tibet: 5 immolazioni in un mese

di Enrico Ferdinandi

Il nono caso di immolazione dal mese di marzo ad oggi, quello che ha visto quest’oggi protagonista, in Tibet, una suora di 20 anni che si è data fuoco per protestare contro l’occupazione da parte dei cinesi. Gesti estremi che delle volte sembrano l’unico mezzo per poter trasmettere il messaggio che si ha intenzione di veicolare. La giovane donna, Tenzin Wangmo, ha marciato per ben otto minuti avvolta dalle fiamme urlando slogan contro i cinesi ed a favore del ritorno del Dalai Lama. Giudicare gesti di questo tipo potrebbe sembrar facile per chi come noi vive una realtà, tutto sommato, dove i diritti umani e la libertà d’opinione, d’azione, e di parola sono garantiti. Dovete pensare che solo la scorsa settimana la polizia cinese ha sparato alla folla uccidendo due persone e che notizie di violenze di questo tipo nei confronti del popolo tibetano sono all’ordine del giorno.

 

L’occupazione cinese dura ormai da oltre 60 anni con un unico scopo: “rieducare”. Rieducare gli abitanti del Tibet ad essere cinesi, con una vera e propria istruzione da regime, distribuendo bandiere e immagini dei leader cinesi e impaurendo la gente con agenti addetti a questi scopi. Per rispondere al gesto della suora che si è data fuoco il governo cinese ha fatto sapere che invierà oltre 20.000 agenti nella zona per continuare a “rieducare”.

 

18 ottobre 2011

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