Siria: Al Qaeda riconosce la decapitazione di un ribelle per sbaglio

Siria: Al Qaeda riconosce la decapitazione di un ribelle per sbaglio

La storia della Siria si sta scrivendo con il sangue e non si placa la violenza che avvolge il paese sotto il dominio del regime di ASSAD. La Jihad in questo contesto ha nelle ultime ore riconosciuto un tragico errore. I terroristi avrebbero decapitato un uomo innocente.

Alcuni membri della Jihad legati ad Al Qaeda hanno riconosciuto di aver decapitato erroneamente un ribelle confuso con uno sciita iracheno che combatte con le truppe governative, come indicato da una ONG venerdì.

Mercoledì, un video diffuso su internet mostra due membri dello Stato islamico che esibiscono la testa di uomo barbuto di fronte alla folla di Aleppo, la metropoli del Nord, affermando che si tratta di uno sciita iracheno che combatteva nei ranghi di Assad.

Qualche minuto dopo la diffusione, l’uomo decapitato è stato identificato come Mohammad Marrouche, un combattente di Ahrar al-Cham”, uno dei principali gruppi ribelli opposti al regime siriano, ha spiegato alla stampa locale Abdel Rahmane direttore dell’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH).

“L’EIL ha successivamente riconosciuto che il ribelle è stato ucciso per errore e arrestato da due uomini, un tunisino, che per aver commesso la decapitazione, sarà giudicato di fronte al tribunale islamico, secondo l’OSDH. L’altro uomo, originario del Golfo, non è stato arrestato.

Mohammed Marrouche è stato ferito negli scontri avvenuti vicino a una base militare nella parte Est di Aleppo, dove si sono affrontati i ribelli e i jihadisti contro l’esercito siriano, sostenuto dallo Hezbollah sciita libanese e il gruppo Abou Fadl al-Abbas, sciiti iracheni.

È stato trasportato verso un ospedale della campagna di Aleppo, dove drogato dalle medicine e in preda al delirio delle stesse avrebbe nominato Ali e Hussein, due imam venerati dai sciiti, secondo Abou Abdel Rahmane. “È l’ultima cosa che ha ascoltato negli scontri sciiti prima che sia stato ferito. I due uomini dell’EILL hanno creduto che si trattasse di un combattente e l’hanno decapitato” secondo l’OSDH, che ha qualificato l’atto come “crimine di guerra”.

di Manuel Giannantonio 

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(Blog: http://www.fanpage.it/manuel-giannantonio/)

15 novembre 2013

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