Licei francesi a fuoco e fiamme

In Francia sembra di essere tornati ai comizi di Jean-Paul Sartre e a quel maggio del ’68 che avrebbe cambiato per sempre la vita accademica. L’unica differenza è che, invece di rivendicare un miglioramento della vita studentesca, in questo ottobre 2026 nelle scuole francesi si manifesta una violenza sempre più preoccupante. Il caso che emerge è quello del liceo Victor Hugo, nel multiculturale terzo arrondissement di Marsiglia. Preside, vicepreside e diversi docenti sono stati cosparsi di benzina dagli studenti, a seguito di una violenta aggressione. Dalla Côte d’Azur alla Normandia, le proteste studentesche si propagano in diverse zone della Francia.
Le manifestazioni che dilagano in Francia
Oltre alle umilianti sevizie nei confronti del corpo docente del Victor Hugo, gli studenti hanno messo a rischio l’intero istituto dando alle fiamme, nel tentativo di appiccare un incendio, l’ingresso del liceo. Marsiglia, nelle ultime ore, si trova così alle prese con una situazione di forte disagio anche sul fronte della mobilità. Metro, tram e autobus sono fermi dalle ore 11 e anche il personale dei trasporti marsigliesi è finito nel mirino delle proteste. Alcuni dipendenti sono stati aggrediti e un autobus è stato incendiato dai manifestanti. La Procura di Marsiglia, di fronte ai disordini cittadini, ha dichiarato di aver posto in stato di fermo tra le 15 e le 20 persone, principalmente minorenni.
Un evento analogo è avvenuto a Rouen, in Normandia. Anche qui, durante le proteste studentesche, è andato a fuoco il liceo Blaise-Pascal e il preside è stato aggredito. L’Accademia della Normandia ha lasciato in merito una dichiarazione: “L’Accademia della Normandia condanna con la massima fermezza le aggressioni inammissibili e di una violenza inaudita subite questa mattina da due dirigenti scolastici, a margine delle mobilitazioni”. Vittima della furia studentesca è stato anche il preside del liceo Elisa-Lemonnier di Petit-Quevilly.
Un campanello d’allarme per le istituzioni
Il premier francese Sébastien Lecornu è pronto a prendere provvedimenti. Ha convocato immediatamente una riunione interministeriale, chiedendo perfino ai ministri di cancellare o rinviare i propri impegni, per fronteggiare la crisi che sta interessando i licei della nazione.
Si è espresso anche il sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire. In un post sulla piattaforma X ha raccontato che un veicolo della polizia municipale è stato preso di mira questa mattina “a margine di una mobilitazione studentesca” e che un agente è stato aggredito durante la protesta. Grégoire ha parlato di “tagli alle mani e al viso”.
Il Ministero della Difesa è già operativo e Gérald Darmanin ha convocato d’urgenza in videoconferenza i 36 procuratori generali del Paese. Anche in una Francia dove il progresso è stato ciclicamente segnato dalle rivoluzioni, le istituzioni si trovano ora a dover affrontare una nuova ondata di proteste, questa volta segnata da episodi di violenza che coinvolgono direttamente scuole, studenti e personale scolastico.




