Antonio Guterres lascia l’ONU in un clima di grande incertezza

Tra pochi giorni Antonio Guterres terrà il suo ultimo discorsoai leader mondiali come Segretario Generale delle Nazioni Unite. L’occasione sarà la sessione annuale di alto livello dell’Assemblea Generale a New York.
Il suo pubblicolo ascolterà sicuramente con rispetto, ma la mente di molti potrebbe andare altrove.
I membri delle Nazioni Unite hanno passato gran parte del 2026 a discutere su chi potesse succedere a Guterres a dicembre, al termine del suo secondo mandato quinquennale.
Il processo di selezione è in corso, ma non è chiaro chi vincerà.
Nel frattempo, la finestra delSegretarioper plasmare gli affari globali si è praticamente chiusa.
Nessuno, Guterres incluso, affermerebbe che stia lasciando l’ONU in un momento facile.
I suoi ultimi due anni in carica sono stati oscurati da un rinnovato attacco al multilateralismo da parte del Presidente americano Donald Trump, così come da una proliferazione di conflitti che le Nazioni Unite sembrano incapaci di fermare.
Guterres si prende il merito di aver guidato l’Organizzazione attraverso i drastici tagli al budget da parte di Washington. Ma diplomatici e funzionari internazionali lo criticano per non aver spinto di più per la pace in Ucraina, Medio Oriente e Sudan.
Il Segretario Generale tende a replicare argomentando che l’ONU ha poco, se nessun, pesopolitico e deve quindi concentrarsi su ciò che può realmente fare per mitigare la sofferenza civile attraverso la diplomazia umanitaria e gli aiuti.
Se a New York si discute molto per capire se il prossimo Segretario Generale possa farsi avanti come pacificatore, finora non si è fatta alcuna riflessione sull’eredità di Guterres.
In generale, fallimenti e successi dei leader delle Nazioni Unitehanno bisogno di tempo per essere capiti realmente.BanKi-moon, che precedette Guterres, fu criticato più volte per non aver mediato nei numerosi conflitti scoppiati o degenerati sotto la sua supervisione.
Col senno di poi, tuttavia, ha guadagnato rispetto per il suo lavoro meticoloso sull’importante Accordo di Parigi del 2015 sul cambiamento climatico.
Anche Guterres, una volta che lascerà l’incarico, potrebbe ottenere un riconoscimento postumo per essersi concentrato su una serie di sfide globali che continueranno ad avere rilevanza, se non diventare più pressanti.
Sebbene abbiaforse arginato la diplomazia di crisi, ha comunque fatto pressione per accrescere la cooperazione in altri settori.
Un ambito di attenzione, dopo l’era Ban, è stato il cambiamento climatico e la necessità di eliminare gradualmente i combustibili fossili.
Un altro tema importante affrontato è quello chevorrebbe una regolamentazione internazionale riguardanti l’Intelligenza Artificiale.
Guterres ha anche promosso riforme nelle istituzioni internazionali, sottolineando la necessità di dare ai Paesi africani una maggiore presenza nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e invitando istituzioni finanziarie come la Banca Mondiale ad incrementare l’influenza dei Paesi del Sud Globale nei loro organi decisionali.
L’ONU ha fatto alcuni progressi in questi ambiti, ad esempio istituendo una serie di panel e dialoghi internazionali sull’IA, anche se Guterres ha incontrato diversi ostacoli.
L’attuale amministrazione americana respinge la sua posizione sia sull’IA che sul cambiamento climatico.
La Russia, che non ha apprezzato le critiche a leirivolteda Guterres per la guerra in Ucraina, lo ha accusato di sollevare questioni globali senza un mandato per farlo.
Nonostante tutte le critiche, prima tra tutte l’approccio troppo “morbido” sul conflitto in Ucraina, Guterres ha elaborato una filosofia chiara e coerente su cosa rappresentano le Nazioni Unite nell’attuale periodo di turbolenze mondiali.
In un periodo di crescente frammentazione e competizione internazionale, ha continuato a sostenere sul lungo termine la solidarietà internazionale e la giustizia sociale.
Ha cercato di far parlare i governi di cooperazione su questioni che vanno dallo spazio all’inserimentonel processo decisionale delle esigenze delle future generazioni.
Pur portandoavanti queste cause, Guterres non ha mai preteso che il contesto globale fosse promettente.
Ha spesso sottolineato la mancanza di fiducia tra gli Stati membri delle Nazioni Unite e ha avvertito che una serie di fattori – dalla diseguaglianza economica alla proliferazione della disinformazione emisinformazione–rendono difficile la cooperazione.
Il suo messaggio sulla necessità di solidarietà è sempre statoin controtendenza, anche se i suoi consiglieri insistonoche la maggior parte dei membri delle Nazioni Unite lo sostiene ancora.
Esistono diverse interpretazioni del pensiero di Guterres.
Alcuniaddetti ai lavori all’internodelle Nazioni Unite sottolineano che è un cattolicopraticante, il che potrebbe aiutarlo a vedere i problemi internazionali in termini universalisti.
All’inizio del suo mandato Guterres ha fatto riferimento ai principi razionalisti dell’Illuminismo europeo come fonte di ispirazione.
Altri ritengono invece che, essendosi formato come ingegnere, sia istintivamente sensibile alle opportunità e ai rischi del progresso scientifico.
Un altro fattore può essere generazionale.
Oggi settantasettenne, Guterres è stato PrimoMinistro del Portogallo dal 1995 al 2002.
Socialdemocratico, appartiene alla stessa generazione di Bill Clinton e Tony Blair, che vedevano nella globalizzazione una forza potente da sfruttare per fini favorevoli sia in patria che all’estero.
Sebbene “globalista” sia oggi quasi un termine dispregiativo in molti ambienti politici, Guterres è probabilmente uno degli ultimi globalisti, nella più positiva accezione del termine.
La sua affermazione più completa di questa prospettiva (multilateralismo e cooperazione internazionale) si trova in un rapporto del 2021, “La nostra agenda comune”, che offre una panoramica di queste questioni e dichiarache “l’umanità si trova di fronte a una scelta cruciale e urgente: crollo o svolta”.
Cinque anni dopo viene difficile non sentire il peso delle avversità che spingono verso il crollo.
Non è nemmeno chiaro se il prossimo Segretario Generale adotterà le linee guida di Guterres.
I più tradizionalisti negli ambienti diplomatici di New York ritengono che il Segretario entrante dovrebbe concentrarsi, almenoinizialmente, su due priorità.
La prima è quellache vuole la risoluzione delle questioni di gestione e di budget dell’Organizzazione.
L’altra sarà riaffermare il ruolo delle Nazioni Unite negli sforzi internazionali per la pace.
Sebbene i rappresentanti dei Paesi del Sud Globale insistano anch’essi che il prossimo capo dell’ONU dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo economico, c’è un diffuso sentimento che debba affidarsi di più alle raccomandazioni degli Stati membri piuttosto che adottare un’Agenda indipendente.
Alcuni funzionari dell’ONU temono che l’Amministrazione Trump possa spingere il successore di Guterres a seguire un’Agenda ancora più restrittiva, non solo riducendo i costi finanziari dell’Organizzazione ma anche allontanandola da principi come l’uguaglianza di genere e la diversità.
Se Guterres si è mantenuto fedele a un’Agenda progressista, il suo successore potrebbesubirepressioni per adottareuna posizione conservatrice.
Chiunque sarà il prossimo Segretario Generale giocherà probabilmente le sue carte,ma sicuramente tutti cominceranno a guardarsi indietro e vedere Guterres come l’ultimo Segretario Generale che ha cercato di trasformare in realtà l’ampia visione di solidarietà internazionale nata nel dopoguerra fredda.
Il nuovo padrone di casadel Palazzo di Vetro partirà da unagrande evidenza: il mondo non è mai stato così diviso.
Se esiste ancora unamissione per le Nazioni Unitein veste di “organizzazione globale di riduzione del rischio”, inquesta epoca di competizione internazionale, il successore di Guterres potrebbe doverla inquadrare in termini più modesti.
L’eredità di Guterres sarà in parte plasmata sia dalle prestazioni del suo successore sia dalle tendenze globali più ampie.
Se il prossimo Segretario Generale riuscirà a ristabilire il ruolo dell’ONU come mediatore attivo nei conflitti, rafforzerà l’idea che Guterres sia stato effettivamente troppo cauto.
Se si rivelerà impossibile ristabilire le credenziali delle Nazioni Unite in materia di pace e sicurezza, volere porre il suo focus su temi più ampi potrà sembrare giustificato.
Infatti, man mano che gli effetti del cambiamento climatico e l’impatto dell’IA e di altre nuove tecnologie si moltiplicano, gli appelli di Guterres a un’azione internazionale unificata in questi campi potrebbero essere sempre più lungimiranti.





