Corea del Nord, il boom nascosto che i satelliti non riescono più a nascondere

La notizia arriva paradossalmente dall’acerrimo nemico di sempre, la Corea del Sud, i cui centri studi monitorano con attenzione maniacale ogni variazione del vicino settentrionale, e racconta di un fenomeno difficile da conciliare con l’immagine di isolamento totale che per decenni ha accompagnato Pyongyang. Negli ultimi mesi l’intensità e l’ampiezza dell’illuminazione notturna della capitale nordcoreana sono triplicate rispetto a cinque anni fa, un dato che gli analisti considerano tra i parametri più affidabili per misurare la prosperità reale di un Paese, soprattutto quando quel Paese non pubblica statistiche ufficiali attendibili.
Le stime della Bank of Korea parlano di una crescita del 3,7% nel 2024, il risultato migliore degli ultimi otto anni, con un trend che secondo diversi centri di ricerca sudcoreani sarebbe proseguito anche nel 2025 e nel 2026. A raccontare questa trasformazione, con dovizia di dettagli, è stato un lungo reportage del Wall Street Journal firmato dalla giornalista Dasl Yoon, che ha definito la Corea del Nord la storia di successo economico più sorprendente al mondo, citando testimonianze di turisti e diplomatici rimasti stupiti dalle novità incontrate a Pyongyang. Nella capitale sono comparse app per prenotare taxi simili a Uber, i pagamenti digitali tramite QR code si sono diffusi rapidamente, sono nati internet café dedicati ai videogiochi e persino negozi per animali domestici, mentre solo nell’ultimo anno sono state completate diecimila nuove abitazioni.
Le strade appaiono più trafficate anche per la crescente presenza di auto elettriche di importazione cinese, un dettaglio che dice molto sull’origine di questa ripresa economica, sostenuta in larga parte dai rapporti sempre più stretti con Mosca e Pechino. Gli introiti derivanti dalle forniture militari fornite alla Russia per la guerra in Ucraina avrebbero fruttato al regime diversi miliardi di dollari, un flusso di denaro che ha permesso a Kim Jong-un di aggirare parte delle sanzioni internazionali senza dover passare dal sistema finanziario controllato da Washington. Anche il traffico nei porti risulta in aumento, così come i depositi petroliferi in fase di espansione e i parcheggi decisamente più affollati rispetto al passato, segnali indiretti che gli esperti considerano coerenti con l’evidenza satellitare.
Resta da capire quanto questo benessere sia distribuito realmente tra la popolazione o resti concentrato quasi esclusivamente nella capitale e tra l’élite del regime, così come resta aperta la domanda su quanto possa durare una crescita fondata in gran parte su alleanze geopolitiche instabili e su un contesto internazionale che potrebbe cambiare rapidamente, magari proprio nel momento in cui Pyongyang avrà meno bisogno di sedersi al tavolo con Washington per discutere di denuclearizzazione.




