Il nuovo ponte tra Russia e Corea del Nord è quasi completato

È ormai in via di completamento il ponte stradale che collegherà direttamente Russia e Corea del Nord, simbolo di un’alleanza che negli ultimi anni si è rafforzata sempre di più. Sarà il primo collegamento su strada mai realizzato tra i due Paesi: attraverserà il fiume Tumen, al confine tra Khasan, nell’Estremo Oriente russo, e Tumangang, in Corea del Nord.
Secondo Mosca e Pyongyang, il ponte servirà ad aumentare gli scambi commerciali, il turismo e la cooperazione economica e umanitaria tra i due Paesi. Le autorità russe lo hanno definito una “pietra miliare” nelle relazioni bilaterali, sottolineando che il suo valore va ben oltre quello di una semplice opera ingegneristica. Una volta aperto, il ponte potrà gestire fino a 300 veicoli e circa 2.850 persone al giorno.
Il progetto arriva in un momento di crescente collaborazione tra Mosca e Pyongyang. Dall’inizio della guerra in Ucraina, i rapporti tra i due Paesi si sono intensificati sul piano politico, economico e soprattutto militare. Nel 2024 Russia e Corea del Nord hanno infatti firmato un trattato di difesa reciproca che prevede assistenza militare nel caso in cui uno dei due Stati venga attaccato. Nello stesso anno, migliaia di soldati nordcoreani sono stati inviati in Russia per sostenere le operazioni militari nella regione di Kursk. Proprio per questo, una nuova inchiesta del gruppo ucraino per i diritti umani Truth Hounds mette in dubbio le motivazioni ufficiali del progetto. Secondo il rapporto, la giustificazione economica del ponte appare debole. La costruzione sarebbe costata oltre 100 milioni di dollari, mentre il commercio bilaterale nel 2024 si sarebbe fermato a circa 34 milioni di dollari. Anche il turismo sembra insufficiente a giustificare un investimento di questa portata: la principale destinazione dei visitatori russi in Corea del Nord si trova a oltre 500 chilometri dal nuovo valico e i viaggi rimangono limitati a tour organizzati, con circa 10.000 turisti russi registrati nel 2025.
Per gli autori dell’indagine, il ponte rappresenterebbe quindi soprattutto un’infrastruttura strategica. Potrebbe facilitare il trasferimento di truppe nordcoreane, personale militare e brigate di costruzione verso la Russia, mentre nella direzione opposta favorirebbe il trasporto di tecnologie, materiali e altre risorse russe. Il nuovo collegamento correrà parallelamente al Ponte dell’Amicizia, l’unico passaggio ferroviario oggi esistente tra Russia e Corea del Nord. Rispetto alla ferrovia, però, una rete stradale offre una maggiore flessibilità. I camion possono percorrere itinerari diversi, rendendo più difficile monitorarne gli spostamenti, e le operazioni di carico e scarico richiedono meno tempo rispetto ai convogli ferroviari, che restano più a lungo esposti all’osservazione satellitare.
I lavori sono ormai quasi conclusi. La Corea del Nord ha completato la propria parte dell’opera, comprese le strutture doganali e di controllo sanitario, mentre la Russia sta ultimando gli ultimi interventi sul lato del confine. Il ponte rappresenta quindi molto più di un nuovo collegamento tra due Paesi confinanti. Se per Mosca e Pyongyang è il simbolo di una cooperazione destinata a crescere, per diversi osservatori internazionali potrebbe invece diventare un tassello fondamentale di una collaborazione strategica e militare sempre più stretta, destinata ad avere effetti anche sugli equilibri internazionali.




