Grecia: la polizia evacua la sede della televisione nazionale

Grecia: la polizia evacua la sede della televisione nazionale

Giovedì mattina del 7 novembre, la polizia ha evacuato l’ex televisione nazionale greca ERT, occupata dallo scorso giugno dai giornalisti licenziati dopo la decisione del governo di chiudere questa istituzione, giudicata troppo costosa in una Grecia in crisi.   

GreciaAlle prime ore del mattino, la polizia antisommossa è entrata nei locali dell’ex radio televisione, situata in una periferia nel Nord di Atene. Altri poliziotti hanno respinto fuori dai locali 200 persone che protestavano contro l’evacuazione. Secondo alcune testimonianze, dei poliziotti hanno forzato le porte del palazzo e altri hanno sono penetrati per vie secondarie.

Secondo l’agenzia stampa greca ANA, quattro ex-impiegati di ERT, tra i quali il dirigente di Pospert, il giornalista Panagiotis Kalfagiannis, sono stati rimessi in libertà nelle ore successive. Secondo i media locali invece, dei militanti opposti all’evacuazione si sono precipitati sui luoghi nelle prime ore del mattino quando l’evacuazione era imminente. “In base a quello che ho visto sulle telecamere di sorveglianza, la polizia ha forzato le serrature dell’ingresso principale alle 04H20 (02H20 GMT)”, ha dichiarato Niko Kounopis, un agente di sicurezza. “In seguito, hanno cominciato a correre all’interno”, ha aggiunto lo stesso Kounopis che ha precisato che ignora il numero di ex-impiegati che si trovavano all’interno della struttura durante l’irruzione delle forze dell’ordine. Poco dopo, altri militanti e sostenitori di ERT hanno cominciato a dirigersi verso i locali dell’ex televisione.

Un numero variabile di impiegati licenziati da ERT occupavano il palazzo dalla sua brutale chiusura l’11 giugno con il licenziamento di 2.600 persone. Questa decisione ha provocato un’emozione considerevole in Grecia quanto all’estero. Ha rischiato seriamente di provocare la caduta del governo di coalizione di Antonio Samaras, con la partenza di uno dei suoi alleati. Argomentando che la televisione costava 300 milioni di euro all’anno, in un paese in grave crisi economica, Samaras ha rifiutato il restauro della radio-televisione nella sua forma originale.  

La Grecia è sotto la pressione del fondo monetario internazionale e dell’Unione europea (UE e FMI), che reclamano nuove misure di austerità, anche se severi tagli sono già stati imposti. La nuova televisione nazionale Nerit, non potrà iniziare le sue trasmissioni prima del 2014. Rifiutando i licenziamenti di alcuni impiegati la televisione vedrà la sospensione di alcune trasmissioni. Una stazione televisiva nazionale provvisoria, DT, trasmette da luglio dall’interno di alcuni locali distinti. La costruzione della nuova radio-televisione pubblica è stata affidata a delle personalità importanti e reputate indipendenti, con la volontà di fuggire dalle accuse di clientelismo e di pessima gestione che piombavano su ERT. Mentre il governo contava di potere avviare il lancio nel mese di dicembre, il Presidente del Consiglio dell’amministrazione fiduciaria della nuova entità e il Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Atene, Theodore Fortsakis, hanno dichiarato che l’esito più probabile per questo lancio è per il mese di marzo 2014.

di Manuel Giannantonio 

(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://www.fanpage.it/manuel-giannantonio/)

7 novembre 2013

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