Il 25 luglio verrà presentata la candidatura di Flavio Bolsonaro a presidente del Brasile
Il 25 luglio è la data fissata dal Partito Liberale brasiliano (PL) per la sua convention nazionale, dove verrà formalizzata la candidatura di Flavio Bolsonaro alla presidenza del paese. Ad ospitarla sarà il Mercado Pago Hall, nell’Arena Pacaembu di San Paolo, che può ospitare fino a 7.000 persone.
Chi è Flavio Bolsonaro
Politico, imprenditore e avvocato, Flavio Bolsonaro (45 anni) è il primogenito dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro. È entrato in politica nel 2002, quando si candidò e venne eletto deputato per lo Stato di Rio de Janeiro, con il Partito dei Progressisti. Per lo stesso ruolo è stato rieletto per altri tre mandati. Dal 2019 è senatore per lo Stato di Rio de Janeiro. Dopo aver ricevuto il sostegno del padre, nel dicembre 2025, Flavio Bolsonaro ha annunciato la propria candidatura a presidente del Brasile in vista delle elezioni del 2026, in rappresentanza della destra contro il presidente in carica, ex sindacalista, Lula da Silva. La candidatura del figlio di Jair Bolsonaro è stata decisa dopo la condanna di quest’ultimo a 27 anni di carcere per tentativo di colpo di Stato nel 2023, a causa della quale all’ex presidente del Brasile non è consentito di riproporsi come leader della destra.
Il “caso rachadinhas”
Nel 2018 il quotidiano O Estado de S. Paulo ha rivelato che un rapporto del Consiglio per il Controllo delle Attività Finanziarie aveva constatato un movimento di 1,2 milioni di reais su un contro intestato ad un collaboratore di Flavio Bolsonaro, Fabricio Queiroz. Il cosiddetto “caso rachadinhas” ha portato ad un’indagine durata due anni con la condanna di Bolsonaro, Queiroz e altre 15 persone per reati di frode, riciclaggio di denaro, appropriazione indebita e organizzazione criminale. Due mesi prima dello scandalo Bolsonaro era stato eletto senatore per i Partito Liberale. Le accuse furono poi annullate nel 2021, quando le prove furono invalidate poiché violavano il segreto bancario, fiscale e telefonico degli indagati. Ora, un nuovo scandalo è piombato sul primogenito dell’ex presidente del Brasile e rischia di compromettere le nuove elezioni previste per novembre.
Lo scandalo del Banco Master
Un enorme scandalo finanziario scoppiato nel 2025 ha coinvolto le principali istituzioni del paese e dentro c’è finito anche Flavio Bolsonaro. È il caso del Banco Master, un istituto finanziario brasiliano con sede a San Paolo che fungeva anche da società di intermediazione finanziaria e che, in seguito allo scandalo, è ora in fase di liquidazione su ordine della Banca Centrale del Brasile. Secondo l’accusa i soldi depositati nella banca venivano utilizzati per investimenti ad alto rischio, nonostante la banca non avesse la liquidità sufficiente per poter assicurare di ripagare gli investitori. Il ministro delle Finanze Fernando Haddad ha definito il caso come «la più grande frode bancaria della storia del Brasile», soprattutto per i rapporti tra presidente della banca Daniel Vorcaro e gli esponenti politici del paese. Tra questi risulta anche Bolsonaro, che aveva richiesto all’istituzione bancaria dei finanziamenti per “Dark Horse”, un film biografico sul padre Jair. Secondo l’inchiesta Vorcaro avrebbe trasferito circa 10,5 miliardi di euro per finanziare il film.
L’impatto sui sondaggi e il legame con gli Usa di Trump
Ad aprile, i sondaggi per le elezioni presidenziali di questo novembre vedevano Flavio Bolsonaro in leggero vantaggio rispetto al suo rivale e attuale presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva (47,8% contro il 47,5% di Lula). Tuttavia, a seguito del suo coinvolgimento nello scandalo del Banco Master, il senatore brasiliano ha perso punti percentuali ed è sceso al 42,3%. Ora, per risollevare la sua candidatura, il figlio di Jair conta su un possibile sostegno del presidente Usa Donald Trump. Dopo le accuse di Lula al suo rivale di aver contribuito a provocare la proposta di nuovi dazi statunitensi al Brasile, il senatore ha chiesto all’amministrazione Trump di rinviare l’imposizione di una tariffa del 25% sui prodotti brasiliani fino a dopo le elezioni di ottobre, proponendo in alternativa l’adozione di sanzioni mirate contro singoli individui. La spinta del giovane Bolsonaro al potenziamento dei rapporti tra Stati Uniti e Brasile è un tema centrale della sua campagna elettorale, che si allinea in gran parte con il crescente impegno dello stesso Trump nell’appoggio alle destre in America Latina e del loro recente trionfo in Colombia e in Perù.




