Crescono le manifestazioni di estrema destra in Scozia
Il clima politico è tutt’altro che sereno nel Regno Unito. Mentre l’Inghilterra si avvia verso le ennesime elezioni e l’Irlanda viene scossa da violente proteste anti immigrati, un altro fenomeno sociopolitico, lentamente ma inesorabilmente, si fa strada serpeggiando per le strade della Scozia. Un fenomeno che in molti non esitano a paragonare alle prime manifestazioni che portarono alla salita al potere di Adolf Hitler.
Ma facciamo un passo indietro. 18 giugno 2026. Un gruppo di circa sessanta uomini vestiti di nero si dispongono in una formazione di quattro colonne davanti alla Cattedrale di Glasgow. Una manifestazione di chiaro stampo parafascista. Craig Houston, podcaster scozzese e membro del partito di estrema destra Reform Britain, pubblica i video dell’evento, affermando che “Glasgow si sta rialzando”. Ad accogliere con entusiasmo la notizia è anche Grant Calder, attivista sospeso dallo stesso partito per dichiarazioni antisemite: “Hurrah per le camice nere”, scrive allegando una foto dello storico leader fascista britannico Oswald Mosley.
Sei giorni dopo, il 24 giugno, una simile manifestazione si svolge anche di fronte al Palazzo del Parlamento di Edimburgo. Anche in questa occasione Houston condivide il video della manifestazione, nel quale sessanta uomini, disposti nella stessa formazione quadrata, lasciano una ghirlanda come “omaggio ai caduti”. Una pratica, come sottolineato dal professor Thomas Weber, riconducibile al cosiddetto “culto dei caduti” del primo fascismo.
L’analisi del fenomeno
Weber, professore presso l’Università di Aberdeen, è un esperto dell’ascesa di Adolf Hitler. Questi fa notare come tali manifestazioni siano il risultato di un sincretismo culturale politico. In esse sono riscontrabili echi delle camice nere italiane, del “culto dei caduti” nazista, dell’uso improprio delle citazioni di Machiavelli (“Il fine giustifica i mezzi”), e delle frange più estremiste dei gruppi di hooligans scozzesi, in particolare quelli legati al Rangers Football Club.
Aggiunge Weber: “stiamo assistendo a un tentativo di creare una nuova religione politica dell’azione violenta, volta a mobilitare gli scozzesi affinché si dedichino a una vita di violenza e omicidi al servizio di fantasie di sopravvivenza nazionale. Questo ricorda il modo in cui Hitler ha impostato il nazionalsocialismo come religione politica dell’azione, con l’obiettivo di far alzare i tedeschi dai loro divani e di spingerli a una vita di sacrifici nazionalsocialisti.”
Dal canto suo Houston, legato agli hooligans dei Rangers prima di dedicarsi alla politica di estrema destra, ha negato che tra gli organizzatori dell’evento di fossero membri dell’associazione sportiva.
Le dichiarazioni della polizia
Tali manifestazioni, come già detto, arrivano nel pieno di un clima politico già teso. Si pensi ai disordini di natura razzista del 9 giugno a Glasgow, o agli attacchi del 19 giugno aventi come bersaglio la comunità musulmana a Edimburgo.
Il sovrintendente di polizia Stevie Dolan ha dichiarato in merito a ciò:
“Siamo venuti a conoscenza di recenti proteste silenziose a Edimburgo e Glasgow. Sebbene non ci siano stati arresti, richieste di intervento della polizia o denunce, siamo consapevoli dell’impatto che le proteste possono avere sulle comunità. Le campagne e le manifestazioni sono una parte legittima, necessaria e vitale della vita politica. Le persone hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni legalmente e di protestare pacificamente. Pur cercando di bilanciare e agevolare tali diritti, la nostra priorità sarà sempre la sicurezza pubblica. Violenza, disordini, crimini d’odio e comportamenti minacciosi non costituiscono una forma legittima di protesta. Ogni situazione viene valutata caso per caso. Ciò include la valutazione di ciò che può costituire un reato penale in base alle diverse circostanze dei singoli episodi. Qualora venisse commesso un reato, verranno presi provvedimenti proporzionati e decisi.”




