Tra Washington e Pechino, l’asse Ue-Giappone sceglie la sovranità digitale
C’è una geografia nuova del potere tecnologico che prende forma lontano dalle due superpotenze abituali, e il vertice di Bruxelles ne ha tracciato un contorno preciso. L’Unione Europea e il Giappone hanno deciso di consolidare la loro posizione di leader globali nel digitale, costruendo un’alleanza su intelligenza artificiale, governance dei dati, informatica quantistica, semiconduttori e infrastrutture, intesa emersa nel corso del quarto incontro del Consiglio per il Partenariato Digitale Ue-Giappone. Dietro il linguaggio asciutto dei comunicati si intravede una strategia chiara, quella di due blocchi che vogliono pesare in un mondo dominato da Washington e Pechino. Il primo terreno d’incontro riguarda la materia prima della nostra epoca, ovvero i dati. Le due parti hanno avviato un gruppo di lavoro sulla strategia dei dati per rendere interoperabili i rispettivi quadri normativi, mentre l’ampliamento della decisione di adeguatezza dell’Ue sul Giappone, ora estesa al mondo accademico e della ricerca, faciliterà le collaborazioni scientifiche. Significativo anche il fronte dell’identità digitale, dove un progetto pilota ha dimostrato che i portafogli digitali dei due blocchi possono dialogare oltre confine anche partendo da architetture diverse. Il cuore dell’agenda resta però l’intelligenza artificiale, capitolo su cui si misura la vera ambizione del patto. Bruxelles e Tokyo si sono impegnate a concludere un accordo di cooperazione per rafforzare la ricerca sull’AI e migliorare la sicurezza dei sistemi, salutando inoltre l’associazione del Giappone a Horizon Europe, il principale strumento europeo di finanziamento alla ricerca. Sul versante quantistico la collaborazione ha già un nome e un perimetro concreto. Il progetto Q-Neko, nato da una Lettera d’Intenti firmata nel 2025, riunisce partner europei e giapponesi attorno a calcolo ibrido e applicazioni che spaziano dalla scienza dei materiali alla riduzione delle emissioni di CO2, fino all’analisi delle immagini satellitari. Restano i nodi più delicati, quelli legati alle catene di fornitura e alle dipendenze strategiche. Sul tema dei semiconduttori i due partner hanno confermato la volontà di affrontare le distorsioni di mercato e di ridurre le dipendenze nei settori critici, mentre sulle infrastrutture l’attenzione si concentra sui cavi sottomarini, sulla connettività nell’Indo-Pacifico e nell’Artico e sullo sviluppo delle reti 6G. A completare il quadro arriva la stretta sulla regolazione delle grandi piattaforme, con intese pensate per rendere più trasparente la moderazione dei contenuti e più equi i mercati digitali. La cornice temporale dice molto sulla determinazione delle parti. Il partenariato, lanciato a Tokyo nel 2022, si estenderà ora a settori inediti come videogiochi e audiovisivo, con il prossimo incontro fissato nella capitale giapponese nel 2027. Un’alleanza che cresce passo dopo passo, nella convinzione che la sovranità tecnologica si costruisca insieme.




