La corsa ai segreti dell’Antartide: la Cina conquista le profondità del lago Qilin
La Cina ha compiuto un importante passo avanti nella ricerca polare, riuscendo a raggiungere un lago subglaciale situato a più di 3.400 metri sotto la superficie dell’Antartide orientale.
L’impresa, realizzata nell’ambito della 42ª spedizione antartica cinese, rappresenta un nuovo record mondiale per la perforazione del ghiaccio mediante tecnologia ad acqua calda, e colloca dunque il Dragone tra i pochi Paesi in grado di operare a profondità estreme nelle regioni polari.
L’obiettivo della missione in questione è stato il lago subglaciale Qilin, un bacino d’acqua rimasto isolato dal mondo esterno per milioni di anni sotto la calotta glaciale. Per raggiungerlo gli scienziati hanno utilizzato una tecnica innovativa, la quale evita l’impiego di trivelle meccaniche tradizionali mediante un sistema che consiste nel riscaldare grandi quantità d’acqua e pomparle ad alta pressione attraverso una lunga tubazione. In questo modo l’acqua calda scioglie progressivamente il ghiaccio consentendo la formazione di un pozzo verticale pulito e di grande profondità.
Grazie a questo metodo, il team di ricerca è riuscito a perforare 3.413 metri di ghiaccio, superando il precedente primato internazionale e ampliando notevolmente le capacità operative della ricerca polare cinese, che apre così nuove possibilità di studio in alcune delle aree più inaccessibili del pianeta, poiché la tecnologia ad acqua calda presenta vantaggi significativi rispetto alle tecniche tradizionali, infatti questa riduce il rischio di contaminazione degli ambienti sotterranei, un aspetto fondamentale quando si esplorano ecosistemi rimasti isolati per tempi geologici, e, inoltre, l’assenza di componenti meccaniche a contatto diretto con il ghiaccio limita l’introduzione di batteri, sostanze chimiche o residui provenienti dalla superficie, preservando l’integrità scientifica dei campioni raccolti.
Non si trascuri però come l’interesse per i laghi subglaciali vada ben oltre la geologia, in quanto questi ambienti estremi costituiscono veri e propri archivi naturali del passato terrestre. Le loro acque e i sedimenti depositati sul fondo possono conservare informazioni preziose sull’evoluzione climatica del pianeta, sulle trasformazioni della calotta antartica e sui processi geologici che hanno modellato il continente nel corso di milioni di anni, ma, soprattutto, particolare attenzione è rivolta anche alla possibile presenza di forme di vita microbica adattate a condizioni eccezionali, le quali, isolate dalla luce solare, sottoposte a pressioni elevate e a temperature prossime al congelamento, potrebbero offrire indicazioni fondamentali sui limiti della vita sulla Terra.
Non a caso i laghi subglaciali dell’Antartide sono considerati dagli scienziati analoghi naturali degli oceani nascosti sotto le croste ghiacciate di alcune lune del Sistema Solare, come Europa, satellite di Giove, ed Encelado, luna di Saturno, e comprendere come eventuali microrganismi riescano a sopravvivere in questi ambienti estremi potrebbe fornire indizi preziosi nella ricerca di vita extraterrestre. Pertanto, la perforazione del lago Qilin rappresenta, se ben sfruttata, una nuova opportunità per approfondire la conoscenza della storia climatica della Terra e delle possibili forme di vita che potrebbero esistere in ambienti simili, sia sul nostro pianeta sia oltre i suoi confini.




