Lettonia, drone abbattuto dalla NATO. A Londra vertice sulla guerra
Un aereo della NATO ha intercettato e abbattuto questa mattina un drone militare che sorvolava lo spazio aereo della Lettonia, nella zona est del paese, vicino ai comuni di Ludza, Balvi e Alūksne. Lo hanno comunicato le forze armate lettoni, precisando che l’intervento è avvenuto a seguito di una guerra elettromagnetica russa. L’origine del velivolo non è stata ancora accertata con certezza.
Mentre i cieli baltici registravano questo episodio, a Londra si consumava un altro passaggio della diplomazia di guerra. Zelensky ha incontrato Starmer, Macron e Merz.
Dai colloqui è uscita una dichiarazione congiunta con cinque condizioni per un accordo che i quattro leader definiscono “giusto e duraturo”: l’immediata cessazione delle ostilità con l’avvio di negoziati basati sull’attuale linea di contatto, il pieno rispetto del diritto dell’Ucraina di scegliere liberamente le proprie alleanze internazionali, l’introduzione di garanzie di sicurezza vincolanti supportate da una forza multinazionale sul campo, il mantenimento del congelamento dei beni russi e, infine, la tutela complessiva della sicurezza europea e della Nato.
I tre paesi europei, che fanno parte del cosiddetto gruppo E3 e guidano la Coalizione dei volenterosi per le garanzie di sicurezza a Kiev, hanno sostenuto la lettera aperta che Zelensky aveva inviato a Putin alla vigilia del summit, chiedendo negoziati diretti. Un’offerta che Mosca ha già respinto: Putin ha ribadito che la guerra finirà solo quando la Russia avrà raggiunto i propri obiettivi. I leader hanno anche sottolineato la necessità che gli Stati Uniti rimangano parte attiva del processo, in un momento in cui l’attenzione di Trump è concentrata sul conflitto con l’Iran.
Sul campo la situazione non segue i ritmi della diplomazia. Sabato scorso, droni ucraini hanno colpito San Pietroburgo nell’ultimo giorno del forum economico ospitato da Putin, un attacco definito “senza precedenti” dalle autorità russe. In precedenza, Kiev aveva già raggiunto le aree periferiche della città, a circa mille chilometrici dal confine ucraino. Nella stessa giornata, un drone ucraino ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri sulla tratta Mosca-Simferopoli causando un morto e un ferito.
La Russia intanto non si ferma: almeno tre persone sono state uccise in un attacco su un villaggio fuori Zaporizhzhia, città ormai sotto pressione costante. Un drone russo ha colpito un deposito di combustibile nucleare esaurito vicino alla centrale di Chernobyl, distruggendo parzialmente l’edificio. Nessun ferito, incendio spento, livelli di radiazione stabili secondo quanto riportato dall’operatore nucleare statale Energoatom, che ha criticato Mosca per quella che ha definito essere una minaccia deliberata alla sicurezza nucleare. Zelensky ha parlato di attacco “vile”, sostenendo che la Russia abbia colpito deliberatamente l’infrastruttura nucleare “estremamente critica”.
A maggio, secondo il comandante in capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrsky, l’Ucraina ha liberato quasi cento chilometri quadrati in più di quanti ne abbia persi. Dall’inizio dell’anno, il bilancio supera i seicento chilometri quadrati recuperati.




