Guerra civile in Sudan: Emirati Arabi Uniti accusati di addestrare mercenari colombiani per l’RSF
Un nuovo rapporto di Human Rights Watch, pubblicato il 25 maggio, presenta prove che mostrano come la Società di Sicurezza Global Security (GSSG), con sede a Abu Dhabi, dal 2024 abbia ingaggiato centinai di mercenari colombiani, impiegati nel conflitto in Sudan a fianco delle Forze di Supporto Rapido (RSF). Il dossier si aggiunge ad un corpus crescente di prove che documentano come gli Emirati Arabi Uniti forniscano supporto militare al gruppo armato sudanese che combatte contro le Forze Armate Sudanesi (SAF) e che si è macchiato di gravi crimini contro l’umanità e di accuse di genocidio contro il suo stesso popolo.
Il rapporto della Human Rights Watch
In 83 pagine, l’organizzazione non governativa Human Rights Watch ha raccolto interviste ai militari privati colombiani impiegati nella guerra in Sudan, un ex dipendente del GSSG, otto residenti a El FFasher e altre sette fonti. L’ong ha analizzato diversi documenti ufficiali e registri aziendali, verificato e geolocalizzato fotografie e video online, scoprendo come le reclute colombiane, prima di raggiungere il Sudan, passavano per una base militare negli Emirati Arabi Uniti, a Ghiyathi, e per una struttura a Al Wathba (entrambe nell’area di Abu Dhabi), dove venivano addestrati ai combattimenti.
Un contractor colombiano ha dichiarato che, una volta arrivato negli EAU, ha eluso i controlli di sicurezza (“non ci hanno timbrato i passapoti”) ed è stato trasferito immediatamente alla base di Ghiyathi, dove ha ricevuto l’addestramento dagli emiratini. L’HRW ha scoperto, inoltre, che i mercenari colombiani erano in possesso di proiettili da 81 mm di fabbricazione bulgara che, stando a quanto riporta l’emittente francese France 24, sarebbero stati sottratti alle scorte delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti. Secondo una ricerca di HRW, Amnesty International e France 24, gli equipaggiamenti militari sarebbero, poi, finiti nelle mani dell’RSF, violando gli accordi di utilizzo finale.
Un’altra fonte ha raccontato di aver addestrato dei bambini come reclute militari. Già nel 2024, il Segretario Generale delle Nazioni Unite aveva verificato 16 casi di arruolamento di minori da parte del gruppo armato sudanese. Il reclutamento di bambini è vietato dal diritto internazionale e costituisce un crimine di guerra quando i bambini hanno meno di 15 anni. Il Segretario Generale dell’Onu ha registrato l’RSF nella “lista della vergogna” delle Nazioni Unite, a causa delle gravi violazioni dei diritti dei bambini nei conflitti.
Il rapporto dell’HRW si aggiunge ad una consistente raccolta di prove che documentano il ruolo degli Emirati Arabi Uniti nel fornire aiuto militare all’RSF, nonostante abbiano sempre negato di fornire qualsiasi di supporto militare al gruppo sudanese, sostenendo che l’assistenza da loro fornita sia esclusivamente di natura umanitaria. Il presunto aiuto emiratino alle Forze di Supporto Rapido potrebbe configurarsi come un favoreggiamento o, in ogni caso, un contributo alla commissione di crimini di guerra e contro l’umanità avvenuti in Sudan per mano delle forze dell’RSF.
Una guerra “invisibile”
La guerra civile in Sudan è spesso trattata dai media come una “guerra invisibile”, oscurata dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente. Iniziata nell’aprile del 2023. Il paese africano è diventato teatro di una lotta di potere tra il generale Abdel-Fattah al-Burhan e il suo vice, generale Mohamed Hamdam Dagalo (detto Hemedti) un tempo alleati. Da allora, più di 2.000 persone sono state uccise e 720 ferite. Nel 2025, secondo l’OMS, in Sudan si è verificato l’82% di tutti i decessi globali causati da attacchi alle strutture sanitarie. Nell’ottobre 2025, l’RSF prese il controllo di El Fasher, capitale dello Stato del Darfur settentrionale, in seguito a un assedio durato 18 mesi, che aveva causato fame e decessi tra i civili. In quel periodo, il gruppo armato sudanese perpetrò abusi e veri e propri massacri contro i civili che tentarono di fuggire, utilizzando anche le conseguenze della fame, lo stupro e gli attacchi mirati contro i disabili come tattica di guerra.




