Stati Uniti: Kerry ammette che i servizi segreti hanno esagerato

Stati Uniti: Kerry ammette che i servizi segreti hanno esagerato

Gli Stati Uniti sono avvolti dal vortice mediatico in seguito alle intercettazioni della NSA rivelate al mondo da Edward Snowden. Ora, per la prima volta un funzionario del governo statunitense ammette la colpa dei servizi segreti che sono andati oltre le loro funzioni di sorveglianza devota alla sicurezza del popolo americano. 

KERRYJohn Kerry ha fatto mea culpa. Il segretario di Stato americano ha riconosciuto che gli Stati Uniti sono andati “oltre” in materia di spionaggio. Una prima ammissione da parte di Washington D.C in piena polemica con il vecchio continente sulla questione legata ai metadati di intercettazioni nelle mani della NSA (National Security Agency).

Dopo dieci giorni di scandalo, di rivelazioni e di smentite tra gli Stati Uniti e suoi alleati europei, è la prima volta anche un responsabile del governo ammette esplicitamente le controverse pratiche delle intercettazioni condotte dalla NSA nelle comunicazioni e nei dati europei.

In alcuni casi, ve lo concedo come l’ha fatto il Presidente (Obama), alcune di queste azioni sono andate oltre e noi ci assicureremo che non accadrà più in futuro”, ha dichiarato John Kerry durante una conferenza stampa a Londra.

Il capo della diplomazia americana ha inoltre giustificato a lungo le pratiche dei servizi segreti come necessarie nella lotta contro il terrorismo e per preservare la sicurezza del popolo americano contro la minaccia di eventuali attentati. Ha assicurato che le autorità americane hanno, grazie all’intercettazione di comunicazioni, sventati diversi attentati. I servizi segreti grazie al Patriot Act, nato dopo l’attentato alle torri gemelle di Manhattan per mano dell’amministrazione Bush, hanno la possibilità legale di operare in tutto il mondo per analizzare sistemi elettronici di comunicazioni. In questo però è chiaro che sono andati oltre.

Abbiamo impedito che degli aerei precipitino, che palazzi non esplodano e che della gente sia assassinata, perché eravamo in misura di essere al corrente di questi progetti a priori”, ha argomentato il responsabile della diplomazia americana.

In questo processo”, John Kerry ha “assicurato” agli Europei che “delle persone innocenti non sono state ingannate”. Concludendo, Kerry ha dichiarato che le cose “sono andate oltre in maniera inappropriata”.

Infine, ha assicurato che il Presidente Obama è “deciso a tentare di porre chiarezza e (…) che procederà a un riesame (di queste pratiche) per assicurare che nessuno si senta ingannato”.

di Manuel Giannantonio 

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3 novembre 2013
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