Andrea di York nel mirino di Scotland Yard: indagini per abusi sessuali a Windsor e l’ombra della regina Elisabetta
Lo scandalo che circonda Andrew Mountbatten-Windsor, ex principe e terzogenito della defunta regina Elisabetta II, raggiunge una nuova e più grave dimensione.
Scotland Yard ha avviato un’indagine preliminare per presunti reati sessuali a carico dell’ex duca di York, in aggiunta all’inchiesta già in corso per cattiva condotta in un ufficio pubblico che aveva portato al suo clamoroso arresto -e successivo rilascio -nel giorno del suo 66° compleanno, lo scorso febbraio.
Il nuovo filone investigativo prende le mosse dalla denuncia di una donna, assistita dall’avvocato Brad Edwards, legale con sede in Florida, il quale afferma che la sua assistita fu vittima di “traffico sessuale” per opera di Andrea. Secondo la ricostruzione, nel 2010, quando la donna aveva vent’anni, sarebbe stata condotta contro la propria volontà al Royal Lodge – la lussuosa residenza sul comprensorio del castello di Windsor in cui Andrea ha vissuto per circa due decenni, fino ai primi mesi del 2026 – per un incontro di natura sessuale. La polizia britannica, che non ha ancora avuto modo di sentire direttamente la vittima, starebbe in questo momento cercando di stabilire un contatto con lei tramite il suo legale, e contestualmente raccoglie eventuali testimonianze di altre possibili vittime legate all’orbita di Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per pedofilia e trovato morto in carcere nel 2019.
Per Andrea non si tratta della prima esposizione pubblica ad accuse di questo tipo. Da anni il suo nome è associato a quello di Virginia Giuffrè, una delle ragazze che il magnate Epstein costringeva alla prostituzione quando erano minorenni. Una fotografia, divenuta iconica nello scandalo, lo ritrae accanto alla giovane con il braccio intorno ai suoi fianchi. Per scongiurare un processo, la famiglia reale britannica aveva versato alla Giuffrè, in un accordo stragiudiziale, una somma stimata intorno ai 12 milioni di sterline (circa 14 milioni di euro). La donna si è tolta la vita nel 2025.
Sul fronte dell’abuso d’ufficio, Andrea resta formalmente indagato in relazione al ruolo di Rappresentante Speciale del Regno Unito per il Commercio Estero che aveva ricoperto tra il 2001 e il 2011 su nomina del governo Blair. Le indagini ipotizzano che l’ex principe abbia condiviso con Epstein informazioni riservate ottenute grazie a quell’incarico, sostenendo anche spese di viaggio eccessive a carico dei contribuenti, privilegiando mete “sofisticate” rispetto ai Paesi emergenti che avrebbe dovuto promuovere.
Proprio in queste ore, nuovi documenti d’archivio desecretati e resi pubblici in Parlamento su sollecitazione del leader liberaldemocratico Ed Davey rivelano il peso determinante che la stessa regina Elisabetta ebbe nel garantire al figlio quella nomina. In un messaggio risalente al 2000 indirizzato al direttore del dipartimento del commercio estero, la sovrana esprimeva con chiarezza il desiderio che Andrea rivestisse “un ruolo di primo piano nella promozione degli interessi nazionali”. All’epoca, funzionari del ministero avevano già manifestato perplessità sulla scelta: in una nota interna un impiegato annotava che l’allora principe “non sa nulla di import-export” e suggeriva di preferire profili più competenti. I documenti ora pubblici tolgono ogni dubbio sul perché quelle obiezioni non furono ascoltate.
Nel frattempo, re Carlo III ha già preso le distanze dal fratello: negli scorsi mesi gli sono stati revocati gli ultimi titoli reali residui, riducendone l’appellativo al solo Andrew Mountbatten-Windsor, ed è stato di fatto allontanato dal Royal Lodge all’inizio del 2026, trasferito in un cottage di dimensioni più modeste all’interno della tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk. Il reato di abuso sessuale, qualora supportato da testimonianze dirette, sarebbe più agevole da provare rispetto all’ipotesi di cattiva condotta in ufficio pubblico, considerata dagli esperti legali più complessa da sostenere di fronte a una giuria.
Vale la pena ricordare che un’accusa analoga di cattiva condotta in un ufficio pubblico, nell’ambito delle stesse ricadute britanniche del caso Epstein, è stata mossa anche a lord Peter Mandelson, ex grande manovratore del New Labour blairiano, la cui nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti da parte dell’attuale governo laburista, poi ritirata, aveva già innescato una crisi politica attorno alla leadership del premier Keir Starmer.




