Dopo 30 anni Trump incrimina Raul Castro
La Casa Bianca della seconda amministrazione Trump sarebbe pronta a riaprire un cold case diplomatico. Nel 1996 un aereo dell’Areonautica cubana abbatté, anche se disarmati, due Cessna 337 Skymaster operati da un’organizzazione di esuli cubani anti-castro, Rescue Brothers. Tutti e quattro i volontari a bordo dei Cessna persero la vita nell’incidente. Oggi il presidente americano prevede di incriminare il presunto colpevole della tragedia: Raul Castro, ai tempi ministro della Difesa. I procuratori federali sono pronti a rendere pubblico un atto d’accusa proprio contro il fratello del Comandante Castro. Riaprire la vicenda, dopo trent’anni, agli occhi degli analisti appare come uno stratagemma per aumentare pressioni contro il governo cubano.
Il riaccendersi dello scontro tra Washington e L’Avana
Da quest’anno Donald Trump ha deciso un cambio di regime per l’America Latina. Dopo la cattura di Maduro, già a novembre del 2025 parlava di giorni contati per il suo governo, il tycoon mira a rovesciare un altro establishment sudamericano: Cuba, l’antico nemico degli Stati Uniti. Questo ha portato negli ultimi mesi l’interruzione del flusso di fondi e carburante, minacce di dazi per chiunque fornisca petrolio all’Avana. La motivazione dietro all’invettiva economica da parte americana è altrettanto datata. Secondo Trump, Cuba sarebbe un governo comunista corrotto.
Per ferire nel profondo Cuba è più che necessario colpire Raul Castro. Oggi ha 94 anni, ma resta l’uomo più influente nel paese. L’incriminazione del fratello del Comandante è solo un rimando di una tensione che dura da decenni.
Gli Stati Uniti condannarono l’attacco a Rescue Brothers, imponendo le classiche sanzioni, ma non avviarono mai procedimenti penali contro nessuno dei due fratelli Castro. Il Dipartimento di Giustizia, all’epoca, si limitò a condannare tre ufficiali cubani nel 2003, ma non furono mai estradati.
Gli Stati Uniti non perdonano
Oggi l’ufficio del procuratore degli Stati Uniti di Miami organizzerà un evento in memoria delle vittime dell’incidente del ‘96. Proprio durante questa occasione farà un annuncio contemporaneamente alla cerimonia, ma non emergono ancora dettagli.
Cuba non si è ancora espressa pubblicamente sull’evento di oggi, resta ancora la versione ufficiale di quel 24 febbraio. L’Avana dichiarò in quel giorno che si trattasse di una risposta legittima, gli aerei dei Rescue Brothers stavano violando lo spazio aereo cubano secondo gli ordini permanenti di Fidel Castro di abbattere ogni velivolo che lo attraversasse. Il fratello Raul non aveva dato alcun compito specifico di colpire i Cessna.
Al di là delle possibili conseguenze giudiziarie, l’incriminazione di Raul Castro assume soprattutto un valore politico. A quasi trent’anni dall’abbattimento dei Cessna, tra Stati Uniti e Avana il conflitto diplomatico continua a riemergere, cambiando forma ma mai davvero sostanza. Si passa a un nuovo secolo, cambiano i presidenti, eppure certi nemici servono sempre all’America come nel 1959.




