Bolivia: la Procura chiede vent’anni di carcere per Evo Morales
L’ex presidente è accusato di tratta aggravata di persone per una presunta relazione con una minorenne durante il suo mandato. Il tribunale ne ha ordinato la cattura dopo la sua assenza in aula.
La magistratura boliviana ha avanzato una richiesta di condanna a vent’anni di reclusione nei confronti dell’ex presidente Evo Morales. Al centro del procedimento giudiziario vi sono accuse di tratta aggravata di persone, legate a una presunta relazione intrattenuta nel 2015 con una ragazza che all’epoca aveva sedici anni, dalla quale sarebbe nata una figlia.
L’accusa e il mandato di cattura
Il tribunale di Tarija ha dichiarato Morales “in ribellione” a seguito della sua mancata presentazione in udienza, disponendo un mandato di cattura nei suoi confronti e in quello della madre della giovane. Secondo la ricostruzione dell’accusa, i genitori della ragazza avrebbero ceduto la figlia all’allora capo di Stato in cambio di favori politici e vantaggi economici. A sostegno di questa tesi, la Procura afferma di aver raccolto un impianto probatorio consistente: oltre 170 elementi di prova e 39 testimonianze.
Alcuni resoconti giornalistici collocano l’inizio del presunto rapporto già nel 2013, quando la ragazza avrebbe avuto appena quattordici anni, con una durata che si sarebbe protratta fino al 2020, coprendo buona parte del periodo in cui Morales era ancora in carica.
La difesa di Morales
L’ex presidente respinge con fermezza ogni accusa, definendo l’intero procedimento una manovra di persecuzione politica orchestrata contro di lui. Morales ha pubblicamente invocato il diritto a un processo equo e il rispetto del principio di presunzione d’innocenza. Nel frattempo, si trova nel Chapare, la regione cocalera del dipartimento di Cochabamba che costituisce il suo tradizionale bacino di consenso, dove è protetto da una rete di sostenitori fedeli.
Il contesto politico
La vicenda si inserisce in un momento di forte turbolenza per la Bolivia. Il Paese è attraversato da tensioni sociali significative, con decine di manifestazioni in corso e almeno 67 blocchi stradali attivi contro il governo dell’attuale presidente Rodrigo Paz, a riprova di un clima politico incandescente che fa da sfondo all’intera vicenda giudiziaria.
Evo Morales ha governato la Bolivia dal 2006 al 2019, diventando il primo presidente di origini indigene nella storia del Paese. Alla guida del Movimento al Socialismo, il suo lungo mandato è stato caratterizzato da politiche di inclusione sociale e da un’ampia riforma economica. Nonostante l’uscita di scena istituzionale, ha continuato a esercitare una notevole influenza sul panorama politico nazionale, rendendo questo processo qualcosa di ben più complesso di una semplice vicenda giudiziaria.
La vicenda è in pieno svolgimento. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime settimane con il proseguire del procedimento.




