A Taiwan il partito di opposizione, con una voce tutta al femminile, si divide sulla gestione dei rapporti tra le due sponde dello stretto
Mentre il resto del mondocomprensibilmente si preoccupadella guerra in Medio Oriente, in un’altra parte di mondo si è tenuto un vertice che potrebbe avere implicazioni di vasta portata per un altro focolaio e potenziale zona di conflitto.
All’inizio di aprile, la leader del principale Partito di opposizione di Taiwan, ChengLi-wun, ha effettuato una significativa visita in Cina.
Seconda donna a guidare il Kuomintang (KMT), Chengha fatto una simbolica visita a Nanchino, ex capitale cinese prima che il KMT perdesse la guerra civile contro il Partito Comunista nel 1949, una sosta a Shanghai, residenza di molti uomini d’affari taiwanesi, per poi concludere il suo viaggio a Pechino, dove ha incontrato per la prima volta il Presidente Xi.
L’incontro tra i due come leader di Partito,il KMT l’una e il PCC l’altro, si è trattato di un vero incontro bilaterale intergovernativo in un momento in cui il Partito Progressista Democratico di Taiwan detiene la presidenza a Taiwan.
La Cina rifiuta di dialogare direttamente con i leader del PPD, che sostiene da sempre l’indipendenza di Taiwan, ma che ultimamente ha ammorbidito la sua posizione per appoggiare la sovranità de facto dell’isola.
Poiché il Partito ha vinto la presidenza nelle ultime tre elezioni, il congelamento della diplomazia tra le due parti dello stretto dura ormai da un decennio.
Tuttavia, la visita di Cheng è stata anche la prima in dieci anni che un presidente del KMT ha effettuato in Cina, anche se MaYang-jeou – ex leader del KMT e Presidente di Taiwan dal 2008 al 2016 – vi si è recato nel 2023 e 2024.
L’ultima presidente in carica ad effettuare una visita ufficiale in Cina è stata HungHsiu-chu nel 2016. Hung è anche stata la prima donna leader del KMT.
Oltre alle sue implicazioni per le relazioni tra le due sponde dello stretto, la visita di Cheng, come quella di Hung prima di lei, ha anche sottolineato nette differenze tra Cina e Taiwan per quanto riguarda la partecipazione delle donne in politica.
La leadership del PCC è storicamente stata quasi interamente maschile, e questo è diventato ancor più evidente sotto Xi.
L’organo di governo principale del Partito, il Comitato Permanente del Politburo composto da sette persone, non ha mai nominato una donna.
Il Politburo, composto da 25 membri, ha avuto una rappresentante donna in ogni suo mandato quinquennale, ma solo fino al 2022.
Anche l’organo sotto il Politburo, il Comitato Centrale del PCC, ha visto una minore partecipazione femminile sotto Xi. Dei 205 seggi regolari, solo 11 sono occupati da donne. Con circa il 5%, è la percentuale più bassa dal 1987.
Taiwan contrasta nettamente con la posizione retrograda della Cina sulle donne in politica, con leader donne di tutto lo spettro politico che si contendono il potere e assumono ruoli di leadership su questioni critiche come la difesa e l’identità taiwanese.
Tuttavia, le leader donne di Taiwan sono tanto radicate nella politica polarizzata del Paese quanto i loro omologhi maschi.
La prima donna Presidente di Taiwan, TsaiIng-wen, ha guidato un governo DPP dal 2016 al 2024, dopo un periodo di riscaldamento dei rapporti con la RPC sotto la sua predecessora al KMT, Ma.
La sua elezione ha messo fine a questo disegno, in parte per l’appoggio esplicito di Tsai all’autonomia di Taiwan, ma anche perché Pechino ha anticipatamente indurito la sua posizione in risposta all’entrata al potere del DPP.
Durante il mandato, Tsai ha spinto per una posizione difensiva di Taiwan più forte e ha aumentato la durata del servizio militare nelle forze armate basato sulla coscrizione.
Ha inoltre promosso politiche interne progressiste, come la parità matrimoniale e l’ampliamento dei diritti per le comunità indigene di Taiwan, azioni in forte contrasto con la repressione cinese.
Il vicepresidente di Tsai, Lai Ching-te, ha nuovamente vinto la presidenza per il DPP nel 2024, ma il Partito ha perso la maggioranza in Parlamento, mettendo Lai in una posizione di governo più difficile poiché il KMT si è allineato con il più piccolo Partito del Popolo di Taiwan per bloccare importanti leggi del DPP.
Lai ha inoltre dovuto affrontare i dazi statunitensi che hanno danneggiato l’economia taiwanese orientata all’esportazione.
Di conseguenza, il suo indice di gradimento è ora intorno al 30% e questo mette in dubbio la sua capacità di ricandidarsi nel 2028.
In attesa che i DPP spicchi il volo, dietro le quinte c’è la vicepresidente di Lai,HsiaoBi-khim, nota per la sua capacità di operare a Washington.
Con una madre americana e un istruzione statunitense, Hsiao ha assunto un ruolo esplicito nell’Amministrazione Lai per rendere più incisiva la diplomazia informale di Taiwan, incluso il discorso dello scorso anno ai membri del Parlamento europeo che ha irritato Pechino.
La polarizzazione politica e lo stallo legislativo a Taiwan sono preoccupanti e hanno un impatto reale sulla politica.
Questo è particolarmente evidente nel budget speciale per la difesa proposto dal governo di Lai di 40 miliardi di dollari, che il Parlamento ha bloccato più volte da quando è stato presentato lo scorso anno.
Per gli osservatori era prevedibile, dato il divario che esiste tra DPP e KMT, ma ciò che sorprende è il disaccordo sul bilancio all’interno del KMT – con due donne leader politiche che guidano ancora una volta le due fazioni opposte.
Cheng rappresenta la fazione del KMT che enfatizza fortemente l’identità cinese di Taiwan e sostiene politiche più amichevoli nei confronti di Pechino.
Si è opposta al bilancio speciale per la difesa di Lai, suggerendo la necessità di un pacchetto molto più piccolo, nell’ordine dei 10/15 miliardi di dollari.
Cheng ha anche avvertito di non attuare una corsa agli armamenti contro la Cina e evidenziato che la spesa eccessiva per la difesa andava a nuocere questioni interne che necessitavano di più attenzione.
Da quando è diventata leader del Partito nel 2024, Cheng ha espresso la volontà di rafforzare i legami con la Cina e la preoccupazione per il forte impegno e sostegno statunitense a Taiwan.
Ha anche cercato di attrarre una generazione più giovane di elettori taiwanesi, cinici nei confronti dei Partiti tradizionali e scettici che Taiwan prevalga in un conflitto attraverso lo stretto con la terraferma.
Ma sebbene il suo viaggio in Cina questo mese abbia ulteriormente consolidato le sue credenziali come leader capace di migliorare le relazioni tra le due parti dello stretto, ha complicato la posizione del KMT sulle esigenze di Taiwan in materia di difesa.
In netto contrasto con Cheng c’è Lu Shiow-yen, sindaco di Taichung e principale candidata alla nomination presidenziale del KMT nel 2028.
Poco prima che Cheng si recasse a Pechino per stringere la mano a Xi, Lu aveva completato la sua visita negli Stati Uniti, assumendo una posizione più tradizionale sulla difesa e sulle relazioni con Washington.
La posizione di Lu sul Bilancio speciale per la difesa diverge fortemente da quella di Cheng. Sostiene una spesa per la difesa compresa tra 25 e 30 miliardi di dollari, più vicina alla proposta del governo DPP.
Sebbene il bilancio della difesa abbia diviso Taiwan su larga scala, la divisione politica da tenere d’occhio al momento non è tra DPP e KMT, ma all’interno del KMT.
Cheng e Lu sono entrambe donne potenti nel Partito che hanno assunto posizioni opposte non solo sul bilancio della difesa di Taiwan, ma anche sul suo più ampio orientamento geopolitico.
È anche possibile che entrambe si contendano la nomination presidenziale del Partito nel 2028.
Data la debolezza di Lai e la probabile stanchezza degli elettori nei confronti del Partito dopo 12 anni di amministrazioni DPP, sia Cheng che Lu potrebbero benissimo diventare le prossime leader di Taiwan.
A qualsiasi risultato si arrivi, questo avrà comunque profonde implicazioni nelle relazioni tra le due sponde dello stretto. Ma in entrambi i casi si metterà sempre più in evidenza un altro tipo di contrasto tra Taiwan e la Cina: il ruolo di leadership politica delle donne.




