Momentaneamente negato il cessate il fuoco pasquale in Ucraina

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato in conferenza stampa che “Zelensky deve prendersi le sue responsabilità”. Fa riferimento all’ultima proposta di Kiev di avviare un cessate il fuoco durante le festività pasquali, subito rifiutate da Mosca perché considerate “poco chiare”. La proposta del leader ucraino sarebbe arrivata un giorno dopo che alcuni suoi alleati avevano accennato Kiev della possibilità di ridurre gli attacchi a lungo raggio contro il settore petrolifero russo, a causa della crisi energetica globale.
Il cessate il fuoco per la Pasqua, ma ognuno alle proprie condizioni
Martedì sera Zelensky ha affermato che presto presenterà la proposta di una tregua alla controparte statunitense durante un colloquio online, rappresentata da Witkoff e Kushner. Tuttavia, l’attuazione del piano di Zelensky resterà impossibile senza l’appoggio russo, ma come ogni volta, Mosca accetta solamente secondo le sue condizioni.
“Siamo pronti per un cessate il fuoco per le festività pasquali… Siamo pronti a qualsiasi compromesso, tranne quelli che riguardano la nostra dignità e sovranità” Dichiara ancora Peskov.
Al tavolo i ministri UE
Esattamente quattro anni dopo il massacro di Bucha a Kiev avviene la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea. Sono previste quattro sessioni nell’agenda della riunione. Dopo un’introduzione, i responsabili della diplomazia internazionale si occuperanno, sulla base dell’operato della Commissione per le Compensazioni e del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, dell’accertamento dei crimini di guerra commessi dal Cremlino.
Invece, la terza sessione avrà come obiettivo di ampliare il sostegno europeo al territorio ucraino dal punto di vista infrastrutturale a quello militare. Le sessioni si chiuderanno con un occhio rivolto ai veterani di guerra e al loro reinserimento nella vita civile.
Le parole dell’Alto rappresentante per gli affari esteri, Kaja Kallas, si è espressa fermamente sulla finalità delle sessioni: “L’obiettivo principale della visita dei ministri degli Esteri dell’UE in Ucraina è anche quello di mantenere aperta la questione della responsabilità. Perché senza responsabilità, se questi crimini restano impuniti, non c’è possibilità di raggiungere una pace giusta e duratura, poiché la giustizia è parte integrante del processo di pace.”
Anche il ministro per gli affari Esteri italiano, Antonio Tajani, ha mostrato il proprio impegno a sostenere la causa di Kiev attraverso diversi incontri con il personale dell’ambasciata ucraina. Secondo le parole di Tajani, il grande traguardo da inseguire sarebbe un vertice con la Russia seduta a un tavolo e che essa “non pretenda territori che non ha conquistato”, riferendosi alla Crimea contesa da cinque anni. Ha continuato a criticare la Russia, soprattutto il suo presidente Vladimir Putin, definito come qualcuno che “spera di vincere una guerra che non riesce a vincere”.
Nonostante le parole del ministro, l’esito del conflitto russo-ucraino dipende dalle decisioni di quel presidente che si ostina a vincere una guerra invincibile. Da Kiev e Mosca non c’è pace, nemmeno durante la Pasqua.




