Sostituire Starlink

La scorsa settimana la Russia ha lanciato dal cosmodromo di Plesetsk sedici nuovi satelliti per le telecomunicazioni nell’ormai strategica e sovraffollata orbita bassa (LEO), con l’intento di allestire entro i prossimi dieci anni una flotta satellitare paragonabile a quella già operativa di Starlink di Elon Musk.
Sebbene il lancio sia stato effettuato dalla compagnia statale Roscosmos, l’azienda costruttrice dei satelliti è la Bureau1440, società privata russa controllata dalla X-Holding, la quale vanta forti legami con lo stato da cui è cospicuamente finanziata. Nata nel 2020 con lo scopo di assicurare l’indipendenza tecnologica della Russia, Bureau1440 deve il suo nome in onore del totale delle orbite attorno alla Terra effettuate dal satellite sovietico Sputnik-1.
Il progetto principale dell’azienda prevede la messa a punto di una costellazione di circa mille satelliti entro il 2035 denominata Rassvet, per un costo di circa cinque miliardi di euro, in modo tale da assicurare alla Russia una rete di comunicazione nazionale indipendente da quelle straniere, oltre ad uno strumento alternativo per la competizione geopolitica.
Come dimostrato dai recenti avvenimenti della guerra in Ucraina, infatti, le truppe di Mosca si sono trovate all’improvviso tagliate fuori dalle telecomunicazioni a causa dello spegnimento dei terminali di Starlink nelle aree da loro occupate e ottenuti illegalmente sul mercato nero aggirando le sanzioni occidentali.
Dopo aver distrutto le infrastrutture informatiche ucraine durante l’invasione nel 2022, l’esercito russo si è ritrovato sprovvisto di una rete in grado di supportarne le operazioni sul campo, dovendo fare affidamento anch’esso, come quello ucraino, sul servizio erogato da Starlink.
Sebbene l’esercito russo utilizzi anche altri servizi di telecomunicazioni satellitari come il Glonass, essi sono risultati meno efficienti di Starlink, con alcuni periodi di interruzioni e assenza di copertura in alcune zone del fronte, causando disagi ai movimenti delle truppe e all’utilizzo dei droni per attività di ricognizione e offensive, questi ultimi rivelatisi lo strumento fondamentale della guerra moderna proprio durante il conflitto ucraino.
Nonostante gli sforzi della Russia, comunque, in base alle previsioni è assai improbabile che la Bureau1440 o società simili riescano a costruire un numero di satelliti minimamente paragonabile a quelli di Starlink, oggi ammontante a circa diecimila unità già in orbita.
E’ possibile però che anche un migliaio di satelliti assicuri alla Russia le capacità che il Cremlino ritiene necessarie per comunicare internamente lungo tutto il suo sterminato territorio ma sopratutto per proiettare la propria potenza militare all’estero svincolandosi dall’utilizzo dei sistemi avversari.
Con Rassvet, in italiano “Alba”, Mosca ricorda al mondo il proprio ruolo di pioniere dello Spazio, nonostante i molti ritardi e passi indietro rispetto ai fasti di epoca sovietica, ormai, da tanti anni, giunti al tramonto.
Articolo a cura di Francesco Iasevoli



