La Spagna chiude il suo spazio ai voli militari verso l’Iran

Il premier spagnolo Pedro Sanchez rimane coerente con la sua presa di posizione nei confronti della guerra in Iran.
Ormai è trascorso un mese dall’inizio di Epic Fury, operazione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele che ha portato all’attuale conflitto in Iran. Un conflitto che sta stravolgendo gli equilibri geopolitici ed economici di tutto il globo.
Dall’inizio delle ostilità la comunità internazionale si è schierata chi da una parte chi dall’altra. Tra chi sostiene senza riserve qualsiasi mezzo necessario per abbattere la minaccia di Teheran e chi ritiene questa guerra l’ennesima riprova dell’imperialismo americano.
C’è però una terza via. Questa condanna senza riserve il regime autoritario iraniano così come il ricorso alla violenza degli Stati Uniti. Soprattutto focalizza la propria attenzione sulle vittime civili che stanno scontando il prezzo di una guerra di cui non comprendono appieno neanche il perché.
La chiusura dello spazio aereo Spagnolo
Il principale rappresentante di questa terza via sullo scenario internazionale è senza dubbio Pedro Sanchez. Il premier spagnolo non ha mai nascosto la propria contrarietà al conflitto, negando l’uso delle proprie basi militari agli Stati Uniti. Adesso però, nonostante il malcontento di Washington, che ha minacciato di interrompere le relazioni commerciali con la Spagna, Sanchez non ha ritrattato lontanamente le proprie posizioni. Al contrario, le ha portate al livello successivo.
È infatti di oggi la notizia secondo cui le autorità spagnole avrebbero vietato ai velivoli militari statunitensi coinvolti nel conflitto di attraversare il proprio spazio aereo.
“Questa decisione rientra nel quadro della decisione già presa dal governo spagnolo di non partecipare né contribuire a una guerra iniziata unilateralmente e contro il diritto internazionale.”
Queste le parole di Carlos Cuerpo, Ministro dell’Economia, nel corso di un’intervista a Radio Ser.




