Jessica Foster, la MAGA dell’IA

Qualcuno di voi probabilmente si ricorderà delle controversie che l’anno scorso hanno coinvolto l’attrice Sydney Sweeney. L’attrice di Euphoria e di The Housemaid ha infatti legato il proprio volto al marchio di vestiti American Eagle. Ciò che ha suscitato le maggiori polemiche, in particolare, è stato lo slogan associato alla campagna, “Sydney Sweeney has good jeans”. L’assonanza di “jeans” con la parola inglese “genes”, ovvero “geni”, ha portato alcune malelingue a vedere nella campagna addirittura una promozione dell’eugenetica e del suprematismo bianco.
Ma se da un lato questo evento ha generato una serie di polemiche, di contro ciò ha procurato all’attrice una nuova forma di popolarità. Ciò ha fatto sì che la fetta di pubblico appartenente alla frangia repubblicana si sentisse rappresentata da una delle più popolari star hollywoodiane. Questo sebbene la stessa Sydney Sweeney non si sia mai espressa sulle proprie opinioni politiche.
Si pensi anche solo all’enorme quantità di meme che la vicenda ha generato, come quelli nei quali l’attrice viene fatta interagire con il personaggio di Hans Landa, il colonnello delle SS interpretato da Christoph Walts in Bastardi Senza Gloria di Quentin Tarantino.
Perché tutto questo preambolo? Perché il posto di Sydney Sweeney nel cuore dei MAGA rischia di essere soppiantato da una nuova musa. Stiamo parlando di Jessica Foster, militare, influencer, e strenua sostenitrice di Donald Trump. E volete sapere qual è la maggiore particolarità di questa bionda soldatessa? Jessica Foster non esiste, è stata interamente generata con l’intelligenza artificiale. Ciò non le ha però impedito di accumulare più di un milione di follower in quattro mesi.
IAtomica Bionda
Una donna bionda dagli occhi azzurri in uniforme militare. Frasi patriottiche e dalla forte connotazione politica (ovviamente conservatrice). Foto con F-22 Raptor e influenti leader mondiali. In pratica un’antologia di elementi selezionati in maniera accurata per solleticare le fantasie più spinte di un repubblicano. Questo è ciò che vi ritrovereste davanti agli occhi se decideste di fare una capatina sul profilo di Jessica Foster.
Non è dunque così assurdo che il suo profilo abbia attirato l’attenzione di così tante persone, soprattutto di quelle poco pratiche delle dinamiche dei social, che difficilmente saprebbero distinguere un contenuto autentico da uno contraffatto.
Certo, si potrebbe cominciare a nutrire qualche dubbio sulla veridicità del profilo davanti a foto che la ritraggono con Donald Trump, Volodymir Zelenski o Lionel Messi. Ma è evidente che non tutti posseggono i mezzi per discernere la verità. Questo data anche l’alta quantità di profili che le rivolgono sinceri complimenti o si chiedono perché non risponda mai ai commenti. Tra questi troviamo anche il profilo verificato di un ufficiale dei trasporti brasiliano.
Pare inoltre che chiunque sia dietro la creazione del profilo abbia deciso di espandersi ben oltre Instagram. Il nome di Jessica Foster è stato infatti associato anche prima ad un profilo Onlyfans (poi cancellato per via delle norme della piattaforma), e poi ad uno su Fanvue (sito che invece include contenuti generati tramite IA).
Niente di nuovo sul fronte internettiano
Certo, i contenuti fake sono la cosa più vecchia del web, e per molti i contenuti realizzati tramite intelligenza artificiale sono solo la nuova forma di una pratica già esistente da tempo. Ma tralasciando come l’IA semplifichi notevolmente questo processo, ciò che dà da pensare è come ci si sia completamente assuefatti alla finzione. Il contenuto fake o realizzato artificialmente è ormai comunemente accettato anche da chi ne sa perfettamente riconoscere la falsità.
Joan Donovan, assistente professoressa all’Università di Boston e studiosa della manipolazione dei media, fa notare come il vero problema sia la possibilità di generare intere armate di profili fake atti a distribuire propaganda politica e disinformazione.
“Il pericolo è come ci stiamo avviando verso una società dell’irreale. Questo è un modo per veicolare messaggi politici, ed è un fatto. Non sappiamo neanche se vendere foto dei piedi di Jessica Foster sia la sua forma finale.”



