Chi è Alireza Arafi?

Solo una figura come Alireza Arafi poteva diventare la prossima Guida Suprema della Repubblica Islamica, anche se a oggi ad interim: rettore del seminario nazionale dell’Iran, rettore dell’Università Internazionale Al-Mustafa. Un tempo fedelissimo di Khamenei, vicino da generazioni ai vertici di Qom, e luminare della cyber security nel cuore dello sciismo.
Il profilo di un ayatollah ad interim
Alireza Arafi coglie l’attenzione degli analisti anche per il suo contesto famigliare. Nato nella desertica Maybod di origine curda e fede zoroastriana che si convertì solamente alla fine del XIX secolo, ma di una religiosità militante che ha cresciuto Arafi. Secondo un rapporto del Middle East Institute, il padre Mohammad Ibrahim era molto vicino al capitano della Rivoluzione Islamica: Ruhollah Khomeini.
Con un background simile, la formazione di Arafi era scontata. Mandato all’età di 11 anni a Qom sotto l’ala di alti prelati dove si è dedicato allo studio della giurisprudenza, la matematica e la filosofia islamica. In una giovinezza vissuta nell’alba della Repubblica Islamica, Arafi ha conquistato in fretta le più prestigiose cariche religiose dell’Iran: mujtahid, ruolo che consente l’interpretazione indipendente della legge islamica e a 33 anni il defunto Khamenei lo ha nominato capo della preghiera del venerdì a Meybod.
Nella maturità, Arafi è passato da scolaro di Qom a istituzione intellettuale della città. Prima capo della preghiera nel 2015, poi vicepresidente dell’Assemblea degli Esperti che sta gestendo in tempo reale la successione dell’ayatollah.
Si fanno le ore piccole a Qom
Si segue rigidamente la legge 111 della Costituzione Iraniana: in caso di morte o incapacità del leader supremo, un Consiglio direttivo temporaneo composto da tre persone è incaricato di guidare il Paese in via transitoria. Alireza Arafi è il giurista del Consiglio direttivo ad interim dove fanno parte anche il presidente Massoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Ejei. Insieme ad Arafi, compongono l’anima della classe dirigente dell’Iran, pronta ad eleggere la Guida Suprema entro due giorni.
Secondo le statistiche di Polymarket, Arafi avrebbe il 14% di possibilità di diventare ufficialmente il prossimo ayatollah. Tuttavia, potrebbe risultare la scelta migliore per l’Iran: un compromesso. Arafi è riconosciuto per le sue grandi abilità nell’integrazione dell’intelligenza artificiale e sistemi tecnologici, attivo sulla piattaforma X. Nel migliore dei casi, Arafi è il compromesso che farebbe uscire l’Iran dall’isolamento globale e nel peggiore porterebbe diventare una spina nel fianco nello scacchiere geopolitico.




