La parola segreta: arma nucleare. I colloqui a Ginevra Iran-USA

E’ arrivata la delegazione iraniana a Ginevra questo 24 febbraio. Oggi è il terzo round dei colloqui con gli Stati Uniti, mediati dall’Oman, secondo gli analisti ci troviamo davanti all’ultima occasione per evitare un attacco di Washington a Tehran, ma restano ambiguità sull’utilizzo del nucleare. Questo turba il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che continua a chiedere “serietà” sia al tycoon che ai suoi inviati Witkoff e Kushner per un buon fine dei negoziati.
Gli interrogativi di Ginevra
Le trattative non stanno proseguendo secondo i presupposti del presidente Trump che sostiene di non aver “ancora sentito le parole segrete… ‘non avremo mai un’arma nucleare'”. I colloqui che si stanno svolgendo nelle ultime ore si stanno incentrando sul programma nucleare di Tehran. Il motore degli americani a Ginevra è il sospetto, in certe dichiarazioni anche il timore. La Repubblica Islamica viene accusata da Marco Rubio di possedere un elevato numero di missili balistici, pronti a colpire le basi USA in tutto il Medio Oriente e risorse navali decise a colpire la US Navy.
Tehran non porta novità, bensì ribadisce la sua posizione. Ali Khamenei, la Guida Suprema, ha annunciato nel 2003 una fatwa che vietava lo sviluppo di armi nucleari nell’Iran. Il ministro degli Esteri esorta Trump a non prendere“decisione sbagliate su informazioni false” durante il soggiorno ginevrino.
Il motto dei negoziati l’ha detto il tycoon: “[…] che si raggiunga o meno un accordo, la nostra premessa è: dovete comportarvi bene per il resto della vostra vita”. La diplomazia di Washington, come per la questione ucraina, spicca per la sua fretta nel trovare una risoluzione ai suoi conflitti geopolitici. Ora, la delegazione americana è alla ricerca di un accordo sul nucleare.
La proposta di Tehran
La Repubblica Islamica fa la sua parte per evitare un attacco americano sul territorio. Secondo il Financial Times la delegazione iraniana sta proponendo incentivi economici: giacimenti di gas e investimenti sulle ricche riserve di petrolio.
La proposta parlerebbe chiaro a Trump che durante la sua seconda presidenza è sempre alla ricerca di nuove risorse naturali, come i minerali essenziali. Tuttavia, questa proposta non sarebbe stata ancora discussa, secondo le dichiarazioni di un funzionario statunitense.




