Board of Peace: la prima riunione a Washington
Si è tenuta ieri sera al Donald J. Trump Institute of Peace di Washington la prima riunione inaugurale del Board of Peace, l’organismo internazionale voluto da Donald Trump per supervisionare l’attuazione del piano americano in 20 punti per Gaza. Una platea di circa cinquanta delegazioni, tra membri effettivi e osservatori, ha ascoltato il presidente americano aprire i lavori con toni da record: “Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso. Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre: pace.”
Chi era in sala
Tra i presenti più attesi spiccava Gianni Infantino, presidente della FIFA, unico partecipante non capo di Stato o di governo. Trump lo ha citato con una battuta dal podio: “Praticamente tutti sono capi di Stato, a parte Gianni, ma lui è il capo del calcio. Quindi non è poi così male, giusto?” La presenza di Infantino si inserisce nel contesto dei Mondiali di calcio 2026 che gli USA co-ospiteranno con Canada e Messico.
Per l’Italia era presente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in rappresentanza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella veste di osservatore. In un punto stampa successivo, Tajani ha respinto l’idea che il Board fosse un semplice “Business Board”, sottolineando che dalla riunione sono emerse “una serie di proposte concrete” per costruire la pace in Medio Oriente.
Tra gli altri presenti: l’ex premier britannico Tony Blair (membro del Board esecutivo insieme a Marco Rubio e Steve Witkoff), il premier ungherese Viktor Orbán e il presidente argentino Javier Milei, entrambi tra i più convinti sostenitori di Trump e aderenti formali all’organismo. Presenti anche diversi Paesi arabi e rappresentanti di governi di varia natura, accomunati dall’interesse a mantenere buoni rapporti con Washington. Come osservatrice UE ha partecipato la Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica, scelta che ha però sollevato malumori tra le capitali europee per la mancanza di un mandato formale del Consiglio.
Assenti ed esiti concreti
Grandi assenti: Francia, Germania e Regno Unito hanno declinato l’invito a livello di vertice. Il Vaticano non ha partecipato, scelta che la Casa Bianca ha definito “profondamente spiacevole”. Russia e Cina, pur invitate, non hanno invece risposto.
Sul piano dei risultati, i partecipanti si sono impegnati a versare complessivamente oltre sette miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza, mentre cinque Paesi — Indonesia, Marocco, Kazakhstan, Kosovo e Albania — hanno offerto soldati per una futura forza internazionale di stabilizzazione. Trump ha dichiarato che la guerra a Gaza “è finita”, pur riconoscendo la presenza di ancora qualche “focolaio”. Esatto, “qualche”…




