Torna la leggenda del Pizzagate

L’ultimo rilascio degli Epstein files fa sembrare molto meno il “Pizzagate” una teoria del complotto. Nata sulle piattaforme WikiLeaks e 4chan nel 2016, considerata inizialmente una calunnia ai dem, diversi utenti affermavano che alti dirigenti del Partito Democratico partecipassero a una tratta di esseri umani. Bambini, per la precisione. Questo febbraio, tra le mail del pedofilo Jeffrey Epstein emergono i nomi di Bill e Hillary Clinton, ma anche quelli di personalità del Partito Repubblicano. Non emergono momentaneamente conferme del “gate”: i milioni di documenti sono ancora in analisi, eppure niente sembra smentire i complottisti.
Che cosa si intende per “Pizzagate”?
Negli USA si respira aria complottista a ogni grande elezione presidenziale. Nel 2016 si contendono la Casa Bianca la coniuge Clinton e Donald Trump, che presto avrebbe iniziato il suo primo mandato. L’incertezza terrorizza i cittadini americani. In quei giorni l’account email personale di John Podesta, presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton, viene hackerato: è il via alle Podesta emails. Diverse persone cominciano ad affermare che alcune mail avessero come contenuto informazioni riguardanti un giro di prostituzione minorile. Sarabbero coinvolti Podesta stesso e suo fratello, assieme a Hillary Clinton.
“Circolano voci nella polizia di New York secondo cui le email di Huma indicherebbero un giro di pedofilia e che @HillaryClinton sarebbe al centro. #GoHillary #PodestaEmails23”. Scrive sull’ex Twitter un utente.
La figura che dà il nome “Pizzagate” è però James Alefantis, proprietario della pizzeria Comet Ping Pong a Washington DC. Il sostenitore del Partito Democratico viene accusato di rendere il ristorante luogo di violenze: secondo alcuni utenti Reddit, il locale possiederebbe una rete sotterranea dove verrebbero trasportati i bambini. Viene considerato un ulteriore indizio una foto di Alefantis che indossa una maglietta con su scritto “J’ ❤ L’Enfant” (io amo il bambino), presto smentito: la t-shirt è un riferimento al progettista Pierre Charles L’Enfant e le foto del presunto sinistro seminterrato appartengono a un altro locale. Mentre le autorità credono che il Pizzagate sia nato da un’interferenza di Mosca, un uomo della North Carolina fa irruzione nella pizzeria Comet Ping Pong e apre il fuoco, dopo mesi in cui la famiglia Alefantis aveva subito minacce di morte.
Dopo la vittoria di Trump, la cospirazione si affievolisce fino al 2021. Il Pizzagate ritorna, ma questa volta nei confronti del presidente. Arrivano diverse segnalazioni, definite dalla polizia come inattendibili, di presunti abusi sessuali subiti da parte di Trump ed Epstein o addirittura di testimonianze su rituali cannibali.
Tutte le strade portano alla pizza
Ormai è chiaro che Jeffrey Epstein facesse uso di un linguaggio in codice nelle mail inviate. Negli inviti agli amici non si fa altro che parlare di mangiare pizza, formaggio e hot dog, alcuni pensano di aver scoperto i significati di queste parole. “Pizza” corrisponderebbe a “ragazza”, “hot dog” a “ragazzo” e “cheese” a “bambina”.
Un oggetto del 2015 recita: “La tua pizza è DELIZIOSA DELIZIOSA!!”. Oppure: “Questo è meglio di un biscotto cinese!… torniamo a mangiare pizza e bibita all’uva. Nessun altro può capire”, datata 2018. Il mittente è sconosciuto, censurato come tanti altri milioni di rettangoli neri nei documenti del Dipartimento di Giustizia americano. I vecchi complottisti hanno un nuovo appiglio sui social, alla ricerca di uno sfogo, quando ci si trova davanti al più grande caso di scandalo sulla violenza sui minori.



