Chi era Alexei Navalny, attivista russo, avvelenato in circostanze sospette

La morte di Alexei Navalny, attivista e oppositore russo, il 16 febbraio 2024 in una colonia penale in Siberia, sembra essere circondata da circostanze sospette. Il Regno Unito, Svezia, Francia, Germania e Paesi Bassi sono convinti che Alexei Navalny sia stato avvelenato con una tossina letale. È la dichiarazione congiunta dei governi a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco (Germania) nel pomeriggio del 14 febbraio. Secondo quanto sostengono i Paesi europei, l’attivista e oppositore russo sarebbe stato ucciso con una tossina ricavata dalla pelle della rana freccia, un anfibio diffuso in Sud America.
“Questa è la conclusione a cui sono giunti i nostri governi sulla base delle analisi dei campioni prelevati da Alexei Navalny. Queste analisi hanno confermato in modo inequivocabile la presenza di epibatidina”, riportano i governi firmatari. La Russia ha sempre ribadito che la morte dell’attivista era dovuta a cause naturali. Ma per le analisi ottenute da cinque Paesi europei le cose non starebbero così. “Tuttavia, data la tossicità dell’epibatidina e i sintomi riportati, è altamente probabile che la causa del decesso sia stata l’avvelenamento”, sostengono. Per i firmatari della dichiarazione congiunta “la Russia aveva i mezzi, il movente e l’opportunità di somministrargli questo veleno”. Come “è evidente il ripetuto disprezzo della Russia per il diritto internazionale e la Convenzione sulle armi chimiche”.
I cinque governi ricordano che già nel 2020 avevano condannato la Russia per “l’uso del novichok per avvelenare Alexei Navalny”. La vedova dell’attivista, Yulia Navalnaya, ha partecipato alla conferenza stampa che ha annunciato la scoperta a Monaco. “È difficile per me trovare le parole giuste”, ha detto. Già a settembre 2025 la vedova dell’attivista aveva raccontato di aver raccolto prove che attestassero l’avvelenamento del marito. Lo aveva annunciato con un video su X: “Siamo riusciti a ottenere campioni biologici di Alexei, a trasferirli all’estero. Due laboratori in due Paesi diversi hanno concluso che Alexei è stato avvelenato. Questi risultati sono di pubblica importanza e devono essere pubblicati. Meritiamo tutti di sapere la verità”.
Alexei Navalny era il leader dell’opposizione russa di più alto profilo. È morto dove stava scontando una condanna a 19 anni di carcere perché riconosciuto colpevole di aver “creato una comunità estremista, di aver finanziato attivisti estremisti, oltre ad altri reati”. Condanne ritenute pretestuose dagli attivisti dei diritti umani. Navalny era arrivato nella colonia penale dopo aver scontato già una pena di 11 anni e mezzo in un carcere di massima sicurezza per frode e altre accuse che aveva sempre negato e che sosteneva fossero motivate da ragioni politiche. Yulia Navalnaya, dopo la morte del marito, ha promesso di continuarne l’opera per creare una “Russia felice e bella”.
La contrapposizione di Navalny con l’imperialismo putiniano arrivò quando Alexei cominciò a smascherare la corruzione e le ricchezze indebite dell’élite politica russa: tra le accuse rivolte a Vladimir Putin quella di essere a capo di un regime di “ladri e corrotti”. Alla vigilia del primo anniversario dell’invasione russa in Ucraina, riassunse in 15 punti tutta la sua contrarietà al conflitto “scatenato da Putin con pretesti ridicoli”: “la Russia doveva lasciare in pace l’Ucraina e permetterle di svilupparsi come vuole il suo popolo – scrisse Navalny il 20 febbraio 2023 -. Fermare l’aggressione, porre fine alla guerra e ritirare tutte le truppe dall’Ucraina. La continuazione di questa guerra è solo uno capriccio causato dall’impotenza, e mettervi fine sarebbe una mossa forte”.
In risposta alle accuse di avvelenamento, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha risposto che si tratta solo di “insinuazioni”. “Proprio nel momento in cui avrebbero dovuto presentare i risultati dell’indagine su Nord Stream 1 e 2, si ricordano di Navalny. Quando è stato chiesto loro ufficialmente di fornire i risultati dei test di Navalny, hanno sputato storie sensazionalistiche sugli Skripal”, ha dichiarato. “Una volta che ci saranno i risultati dei test, una volta che ci saranno le formule per le sostanze, ci sarà un commento. Senza questo, tutti i discorsi e le dichiarazioni saranno solo fughe di notizie volte a distogliere l’attenzione dai problemi urgenti dell’Occidente”, ha concluso Zakharova.



