Chi era Saif al-Islam Gheddafi
Secondo Associated Press, che ha parlato con due funzionari libici che hanno chiesto di restare anonimi, Saif al-Islam Gheddafi, il figlio dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi, è stato ucciso in Libia. Stando a quanto scrive AP, l’assassinio è avvenuto nella città di Zintan, un centinaio di chilometri a sudovest della capitale Tripoli. Anche l’avvocato di Saif al-Islam Gheddafi ha confermato la sua morte, senza dare altri dettagli. Non è chiaro però ancora come sia avvenuta.
Secondo quanto riportato da Al Arabiya, citando una fonte vicina alla famiglia, quattro uomini lo avrebbero ferito gravemente mentre si trovava nel giardino della sua abitazione, fuggendo subito dopo il raid. Le violenze sono proseguite per ore nella zona desertica di al-Hamada e nei pressi di Zintan, con scontri tra milizie locali e gruppi fedeli all’ex regime.
Saif al-Islam Gheddafi aveva 53 anni. Nel 2015 era stato condannato a morte da un tribunale nazionale per i crimini commessi durante la rivoluzione del 2011 che aveva portato alla destituzione e all’uccisione di suo padre, ma era stato successivamente scarcerato. Nel 2021 si era poi candidato alle elezioni presidenziali: era stato escluso dall’Alta commissione elettorale, l’organo che dovrebbe supervisionare il voto, ma quelle elezioni non si erano comunque poi tenute.
Era stato condannato a morte in contumacia da un tribunale di Tripoli. Era in seguito tornato come protagonista della frantumata scena politica del suo Paese. Saif al Islam era considerato come il fautore di un riavvicinamento della Libia all’Occidente fra il 2000 e il 2011, dopo aver convinto il padre a rinunciare al suo programma nucleare e al rilascio dei sei infermiere bulgare accusate di aver infettato bambini con l’Hiv in un ospedale libico. Aveva negoziato i risarcimenti per i familiari delle vittime della tragedia aerea su Lockerbie del 1988, dell’attacco al nightclub di Berlino e all’abbattimento del volo della Uta del 1989.
La morte di Saif al Islam, figlio di Muammar Gheddafi, rappresenta “una decapitazione importante di quello che resta dell’ex regime” del colonnello, quindici anni dopo l’inizio della rivolta contro il dittatore, la sua cattura e uccisione. E soprattutto è un nuovo, brutto colpo per la Russia, che aveva nel secondogenito del colonnello “un punto di riferimento”: a lui Mosca – vicina all’ex regime – ha sempre guardato negli anni scorsi come a una figura alternativa in Libia, oltre a Khalifa Haftar, l’uomo forte dell’est. Cosi fonti a Tripoli commentano con l’Adnkronos l’ultimo colpo di scena nel Paese nordafricano, dove sulla morte di Saif al Islam si rincorrono più ipotesi, escludendo per il momento rischi di un’ulteriore destabilizzazione.
Per l’uccisione di colui che era considerato il ‘delfino’ si parla del coinvolgimento della Brigata 444 di Mahmoud Hamza, alleata del governo del premier Abdulhamid Dbeibah, che però ha smentito la presenza dei suoi uomini a Zintan, dove Saif è stato ucciso, fino a un ruolo di Saddam Haftar, uno dei figli del generale, vice comandante dell’Esercito nazionale libico, che considera gli ex gheddafiani una minaccia al suo ‘clan’. Tanto che fu proprio lui nel 2021, quando Saif al Islam si presentò alle presidenziali (che non si tennero mai), a cercare di fare di tutto per ostacolare la sua candidatura.



