La Farnesina convoca l’ambasciatore israeliano dopo che un colono ha minacciato due carabinieri italiani
Due carabinieri italiani in servizio al consolato generale di Gerusalemme sono stati minacciati da un colono israeliano in Cisgiordania, che ha puntato un fucile contro di loro. Il fatto è avvenuto il 25 gennaio nei pressi di Ramallah.
I due militari erano un visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori in Unione europea in un villaggio vicino. Fonti del governo raccontano come i due uomini siano «stati fatto inginocchiare sotto il tiro di un fucile mitragliatori e interrogati». In seguito all’accaduto è stato convocato l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled. Come reso noto dalla Farnesina, il diplomatico «ha espresso rincrescimento per l’incidente e ha indicato che il suo governo provvederà a effettuare le opportune indagini». All’ambasciatore «è stato espresso il forte disappunto e la dura protesta dell’Italia». La premier Giorgia Meloni ha evidenziato come l’accaduto sia «inaccettabile».
Secondo le ricostruzioni delle fonti, il colono israeliano sarebbe uscito da un casolare indossando un giubbotto antiproiettile e la kippah. L’uomo ha minacciato i due militare con un fucile, nonostante loro abbiano fornito passaporti e tesserini diplomatici. Seguendo le regole di ingaggio ricevute, i due carabinieri hanno evitato di rispondere in modo aggressivo alle minacce dell’uomo. Non parlando inglese, quest’ultimo ha poi fatto parlare i carabinieri italiani con un uomo al telefono, che ha affermato che i due si trovavano in un’area militare e che dovevano allontanarsi. Da una verifica con il Cogat (Comando militare israeliano per i Territori palestinesi), sembra non esista nessuna area militare in quel punto. I militari italiano sono poi rientrati incolumi in Consolato, denunciando l’accaduto.
Già il 30 novembre 2025, dieci coloni a volto coperto avevano fatto irruzione all’alba in una comunità di Ein al-Duyuk, picchiando e derubando tre volontari italiani e una canadese, che erano in Cisgiordania per fornire assistenza ai civili palestinesi. Il fatto era stato descritto dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani come «gravissimo», sebbene in quel caso non fosse stato convocato l’ambasciatore israeliano.
I coloni in Cisgiordania e la situazione a Gaza
Negli ultimi due anni il dominio dei coloni israeliano nei territori occupati della Palestina è sempre più presente e aggressivo. Nel 2025 i crimini nei confronti dei palestinesi sono aumentati del 27% rispetto all’anno precedente, con almeno 1.720 aggressioni che hanno portato a circa 200 feriti e 4 morti. Gli insediamenti dei coloni sono comunità formate da cittadini israeliani nei territori occupati della Cisgiordania. Si tratta di un processo di colonizzazione considerato illegale dal diritto internazionale umanitario e condannato dall’Onu, frutto di una politica imperialista e espansionista.
Intanto, le condizioni in cui vive la popolazione palestinese all’interno della Striscia di Gaza sono altamente precarie. Nonostante siano trascorsi tre mesi dall’inizio del cessate il fuoco, oltre 470 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi di Israele e oltre 1.300 sono stati feriti. Più di 1,2 milioni di abitanti vivono in tende o il case parzialmente distrutte dai bombardamenti e la ricostruzione – prevista dalla seconda fase degli accordi di pace, iniziata formalmente il 15 gennaio – non è stata ancora avviata.




