“La Groenlandia appartiene al suo popolo” Ricorda Ursula von der Leyen a Donald Trump
Ai tempi della seconda amministrazione Trump, i territori diventano beni negoziabili in nome della pax americana. In queste ore il suo vicepresidente, JD Vance, incontra i ministri degli Esteri Lars Løkke Rasmussen (Danimarca) e Vivian Motzfeldt (Groenlandia). L’argomento di discussione è la Groenlandia, dove la Casa Bianca rivendica il controllo, “motivi di sicurezza nazionale” afferma Donald Trump. Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, il presidente della Commissione Europea esclude ipotesi di negoziazione. Durante una conferenza stampa tenuta a Bruxelles, ha dichiarato con fermezza: “La Groenlandia appartiene al suo popolo”.
Sul fronte europeo
“Continueremo a rafforzare la nostra presenza militare in Groenlandia”, aggiunge Ursula von der Leyen. Il timore di un’azione statunitense sull’isola artica non si limita alle minacce di Trump. Gli USA hanno inviato in Groenlandia un comando avanzato, necessario per assicurarsi che l’ambiente sia pronto ad accogliere su un aspetto logistico ipotetiche forze principali. In risposta, la Danimarca sta dispiegando personale e materiale sufficiente per la difesa.
La solidarietà alla Groenlandia si estende fino alla Francia con un “segnale politico”, come lo ha definito il ministro degli Esteri. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato l’apertura di un consolato francese a Nuuk il 6 febbraio, sottolineando che: “La Groenlandia non vuole essere posseduta, governata, negata o integrata dagli Stati Uniti. La Groenlandia ha scelto la Danimarca, la Nato e l’Unione”. Inoltre, richiama l’attenzione dell’Unione Europea sulle conseguenze domino di una violazione della sovranità della Groenlandia.
Sul fronte statunitense
L’aria di dissenso è giunta alla Casa Bianca, ma Trump la definisce “inaccettabile”. Più il tempo passa, più il presidente diventa impaziente. Truth è diventato il luogo della sua invettiva sulla Groenlandia: “Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina, e questo non può accadere!” Scrive riguardo al possesso del territorio artico, “con un linguaggio che lascia poco spazio al compromesso”, mantenendo valida la proposta di 700 miliardi di dollari per confermare la sovranità delle cinquanta stelle.
Trump rifiuta di ritirare le forze militari americane, pronte al primo comando ad invadere la Groenlandia. “Dal punto di vista militare, senza il vasto potere degli Stati Uniti, […] che ora sto portando a un livello nuovo e ancora più alto, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente!”.
La questione groenlandese si trova davanti a un vicolo cieco. Gli scenari prevedibili sono tutti punti di svolta, ma con un epilogo che alimenterà le tensioni geopolitiche. L’Europa si prepara alla difesa, gli Stati Uniti lavorano per assicurarsi un ruolo diretto sulla Groenlandia. Von der Leyen lancia un messaggio chiaro a Nuuk: “Per me è importante che la Groenlandia sappia che noi rispettiamo la volontà dei suoi abitanti”.




