Il Venezuela è pronto (a suo rischio e pericolo) al dialogo con Washington per il narcotraffico
Di fronte all’emergenza del narcotraffico, si apre una tregua nel conflitto silenzioso tra il sud America socialista e i suoi vicini liberali, gli USA. Questo giovedì sera, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha dichiarato in un’intervista televisiva di aver avuto un colloquio telefonico con Donald Trump il 21 novembre, preliminare per una concreta lotta al traffico di droga nel Mar dei Caraibi. Maduro è disposto a dialogare ufficialmente con la Casa Bianca, cogliendo di sorpresa i media.
Lo svolgimento del colloquio del 21 novembre
Anche se il presidente venezuelano ha definito la telefonata “molto rispettosa”, quei dieci minuti di conversazione “non sono stati piacevoli”, ha dichiarato espressamente. Il primo passo per una risoluzione venezuelano-americana è stato fatto, ma la strada sembra ancora lunga. Tuttavia davanti all’emergenza, Maduro sottolinea la necessità di “iniziare a parlare sul serio”.
Mettersi a disposizione per il dialogo non cancella la cautela di Caracas, che resta vigile rispetto ad ipotetici secondi fini della Casa Bianca. Maduro afferma nell’intervista: “Se vogliono parlare sul serio di un accordo di contrasto al narcotraffico, siamo pronti. Se vogliono il petrolio, il Venezuela è pronto per investimenti Usa, come con Chevron, quando vogliono, dove vogliono, come vogliono”. E, ha aggiunto, “anche se vogliono accordi di sviluppo economico”.
Mira sul petrolio o il narcotraffico? Le pressioni statunitensi
Le ambizioni dell’amministrazione Trump sono continuamente soggette alle critiche degli analisti che le ritengono imperialiste nei confronti di numerosi stati, incluso il Venezuela. Quest’anno si sono verificati da parte degli Stati Uniti 30 attacchi a imbarcazioni venezuelane in nome della “guerra alla droga”, provocando la morte di 110 persone.
In questi mesi, la Marina USA ha intercettato due petroliere venezuelane, mentre una terza sarebbe stata inseguita. Motivazione? Washington afferma “ragioni di sicurezza”.
Nei giorni seguenti il presidente, con il pretesto di utilizzarlo come riserva strategica, ha dichiarato di rendere petrolio sequestrato al Venezuela come bene USA. I sospetti di di finalità politiche affermati dagli osservatori, dietro alle operazioni petrolifere, nascono parallelismo con la campagna anti Maduro nei discorsi di Trump in merito alla questione. Le parole del presidente, riportate dal Guardian, sono: “Hanno adottato [il Venezuela] pratiche di trasporto ingannevoli e pericolose e continuano a fornire risorse finanziarie che alimentano il corrotto regime narco-terroristico di Maduro”.
Sconfiggere il narcotraffico è la priorità del governo Maduro, anche se costretto a scendere a patti con gli USA, consapevole delle possibili intenzioni americane di appropriarsi delle sue risorse energetiche.




