Esplosione a Mosca. La bomba uccide un generale russo

Un generale dello Stato maggiore russo è rimasto ucciso questo lunedì mattina 22 dicembre, nell’esplosione di un’automobile a Mosca. A renderlo noto è stato il Comitato investigativo russo, che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per «omicidio» e «traffico di esplosivi» e ha indicato, tra le ipotesi al vaglio, una possibile responsabilità dei servizi speciali ucraini. «Un ordigno piazzato sotto il telaio di una automobile è stato fatto esplodere la mattina del 22 dicembre (…) a Mosca e il gen. Fanil Sarvarov, capo del Dipartimemto di addestramento operativo dello Stato maggiore russo, è morto a causa delle ferite riportate». Lo scrive l’agenzia russa Tass, che cita la portavoce del comitato investigativo russo, Svetlata Petrenko.
Fanil Sarvarov, classe 1969, era nato nella regione di Perm (Urali) e si era formato nelle accademie militari delle forze corazzate e dello Stato maggiore. Ora era a capo della Direzione per l’Addestramento operativo del ministero della Difesa. Nel 2024, aveva ricevuto dal presidente russo Vladimir Putin il grado di generale luogotenente. Tra il 1992 e il 2003 Sarvarov ha partecipato alle operazioni di combattimento durante il conflitto osseto-inguscio e all’operazione antiterrorismo in Cecenia. Nel periodo 2015-2016 ha preso parte all’intervento delle forze armate russe in Siria. In seguito alla partecipazione all’Operazione militare speciale Ucraina è stato inserito nell’elenco dei presunti “criminali di guerra”, del portale web ucraino “Mirotvorets” (Peacemaker). Nel corso della carriera, è stato insignito dell’Ordine del Coraggio, dell’Ordine “Al Merito della Patria” e dell’Ordine “Al Merito Militare”.
L’episodio si inserisce in una lunga scia di attentati mirati che, dall’avvio dell’offensiva russa contro l’Ucraina nel febbraio 2022, hanno preso di mira esponenti delle forze armate russe, sia sul territorio della Federazione sia nelle aree ucraine occupate da Mosca. In più occasioni Kiev è stata indicata come responsabile di queste azioni, accuse alle quali le autorità ucraine non hanno sempre dato risposta o conferma ufficiale. Tra i precedenti più rilevanti si annovera l’attentato dell’agosto 2022, quando l’esplosione di un’automobile causò la morte di Daria Dugina, figlia dell’ideologo ultranazionalista Aleksandr Dugin. Nell’aprile del 2023, a San Pietroburgo, perse la vita il blogger militare russo Maksim Fomin, ucciso dall’esplosione di una statuetta all’interno di un caffè.
Più di recente, nel mese di aprile, un’autobomba nei pressi di Mosca ha ucciso il generale Yaroslav Moskalik, vice capo della Direzione generale operativa dello Stato maggiore. Nel dicembre 2024, invece, il comandante delle forze russe di difesa radiologica, chimica e biologica, Igor Kirillov, è morto a Mosca nell’esplosione di un monopattino elettrico carico di esplosivo, un attentato successivamente rivendicato dai servizi di sicurezza ucraini.
Nel frattempo, proseguono le indagini sull’attacco avvenuto di stamattina. Le autorità russe non hanno al momento diffuso ulteriori informazioni sull’identità dei responsabili né sulle dinamiche esatte dell’esplosione. Gli inquirenti stanno interrogando i testimoni presenti nella zona e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza. L’area è stata transennata per consentire le operazioni investigative. Secondo le autorità, non risultano altri feriti oltre alla vittima. In alcuni casi l’SBU, il servizio di intelligence ucraino, ha rivendicato gli omicidi mirati, sostenendo che gli ufficiali russi siano «obiettivi legittimi» perché a capo di un esercito di invasione.



