Putin prosegue sulla sua linea per le tregua in Ucraina: pronto alle trattative con Witkoff
I piani dell’Unione Europea e degli Stati Uniti non sono ancora riusciti a scoraggiare Vladimir Putin, sempre più determinato. Il premier lo ha ribadito ancora: «Tregua in cambio dei territori. Pronti a discutere il piano Usa». Le porte sembrano chiuse per la von der Leyen e le sue idee di sovranità ucraina, piuttosto Putin sembra disponibile a una revisione dei celebri 28 punti proposti dalla Casa Bianca. La prossima settimana è attesa la delegazione statunitense a Mosca.
Le condizioni di Putin: inevitabili o impossibili?
Quattro anni di conflitto e le ambizioni restano le stesse. La prima, riconoscimento USA della Crimea e il Donbass in quanto stati della Federazione Russa. La seconda, un cambio di leader a Kiev. Proprio questi punti chiave rappresentano il vulnus di un’ipotetica pace, il vicolo cieco della questione russo-ucraina. Zelensky ritiene inaccettabile la cessione totale del Donbass, mai pienamente conquistato dalla Russia. Contemporaneamente, Putin è pronto a smentirlo con gli ultimi avanzamenti delle sue truppe nei pressi di Pokrovsk, nel Donetsk, e a Kupiansk, nell’oblast di Kharkiv.
Il fatto che non si veda nemmeno l’orizzonte di un accordo di pace è stato ribadito dal Putin durante una conferenza stampa a Bishkek: «Se le truppe ucraine lasceranno i territori che occupano, allora le ostilità cesseranno. Se non se ne andranno, ce ne assicureremo con la forza delle armi». In aggiunta, Putin non ha esitato ad accusare il presidente ucraino di aver commesso un grave errore strategico ad aver esitato nell’annuncio delle elezioni nel paese, mettendosi in svantaggio di fronte alla comunità internazionale (Esattamente i 28 punti stilati includono delle elezioni immediate del nuovo premier). Questa mossa, fa retrocedere Putin sull’idea di trattative dirette con l’Ucraina.
La presunta vicinanza di Witkoff al Cremlino, un’accusa e il suo vantaggio
Di recente è stata pubblicata su Bloomberg la telefonata tra Steve Witkoff, inviato della Casa Bianca con Yuri Ushakov, il consigliere di Putin per la politica estera. Si parlava di un cedimento del Donetsk e di alcuni territori, suscitando critiche da ogni parte. Immediatamente, Putin ha preso le difese dell’inviato che settimana prossima presenzierà alle trattative: «Non c’è ragione di accusare il signor Witkoff di essere troppo amichevole con i suoi colleghi russi».
Inoltre, smentisce l’infedeltà alla Casa Bianca di Witkoff affermando che “difende gli interessi del suo presidente e del suo Paese” però “come li vede lui”. Il Presidente Putin vede l’inviato come il best man per l’arrivo di una tregua definitiva, aperto al dialogo e prendere in considerazione i suoi punti, sostenendo che stiano trattando da “persone intelligenti senza insultarsi e sputarsi addosso”.
Ancora una volta, Putin ha l’intenzione di acconsentire, ma solamente sotto le sue condizioni. I colloqui Russia-USA iniziano con le migliori intenzioni, per quanto l’Ucraina resti incompatibile alle vedute del Cremlino.




